il sogno Travestito sotto la luna.

Palermo, un’ora della notte fra ieri e oggi.

no, in culo mi fa male, in bocca mi fa schifo, a mano mi stanco, dice Nazareno al gruppetto di stronzi, l’ennesimo , che si ferma per ridere e chiedere una pompa gratis. Sono in quattro. Inutile cercare la merda. Contro ‘sti repressi in branco o usi le molotov o rassegnati al massacro, e poi finisci dentro tu, per giunta.

dico no al terzo cliente. improbabile a quest’ora, a Palermo, ce ne sia un quarto.

dico no alla notte. alle mie scarpe. alla strada. al tempo, dico no. No. mi difendo. da bambino lo sparavo al mondo ed era sempre e solo no. poi vennero i forse.

mi salva la scatoletta blu costosissima dell’Erotica. Capelli come stormo di corvi impazziti , scuote la testa. Il nome se l’è preso in prestito dalla musica pop. Lo so che non sono bella, manco le plastiche ci hanno potuto. Non sono bella ma sono erotica. Parola di trans.

acchiana malaca’, sali cu mia.

salgo con lei. sfreccia come una scoreggia in fiamme ad ogni incrocio. e porc’ odio , ‘rotica ci ammazziamo che cazzo di cane…. L’auto scorre che pare una scatoletta di tonno messa di fianco che rotola giù sul piano inclinato d’acciaio della cassa dei supermercati. Sbanda poi riprende il controllo. Colpo di culo non ci ha presi una Punto al semaforo in via Duca della Verdura.

Vuoi comprare i cornetti da Ganci? chiedo, ma lei corre impazzita , incrocio via la Marmora, incrocio via Scrofani. pianta i freni. cristo pianta i freni. e che cazz’hai pres’ormoni scaduti? porcocane mica ciò l’età io per morire, fammi campare qualche anno ancora, chessò fammi finire i venti…

avrei dovuto dire: lascia che passino i venti., fa che cessino questi dannatissimi venti. .

Malaca’ mi fa lei, l’Erotica ha fatto un sogno…un sogno come la cosa del deserto…la regina…

Ah il film, Priscilla culo aperto…

Quello lì, sì , l’ho visto ieri e poi stanotte ho fatto un sogno.

l’ultima volta che sono salito con lei aveva ancora una fiat 127 . abbiamo speronato un cliente che non aveva voluto pagarla. era stato meno pericoloso.

svolta per la Favorita. Piazzale dei matrimoni. Si ferma fra le decine d’auto posteggiate.Tiro il fiato. dagli alberi per scissione nascono ombre d’uomini. ed io so di che hanno bisogno queste creature appena nate , così vecchie. di un cazzo grosso che le nutra. Ingorde.

Erotica scende dall’auto. un metro e novanta di magrezza estrema , occhi allampanati neri come la morte. ha addosso un pareo blu annodato sui seni piccoli. Tutti ormoni, solo ormoni. scioglie il pareo. sotto è nuda. il pareo scivola svolazza cade come l’ala di un pipistrello .

piccoli fianchi gambe lunghissime cazzo emorme. da moscio. seni sodi. per un istante tutti si bloccano. Poi il tempo si riprende. i froci si allontanano mentre lei si addentra fra gli alberi.

Sono l’Erooootica, urla alla luna. questa sono. e si allontana verso la collinetta. rimpicciolisce come una miniatura medievale, un diavolo ermafrodita.

siedo su di una panca e fumo e aspetto.

nuda e bianca come la luna. Lei . lui. Sparisce fra i cespugli. Il suo urlo rivolto al satellite tisico suona ancora.

la luna, ne sono certo,  nel suo linguaggio iniziatico,  le starà rispondendo.

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Commenti

  • anonimo  Il giugno 10, 2003 alle 12:18 pm

    un’altra perla…

  • malacarne  Il giugno 10, 2003 alle 12:24 pm

    ahi!…porci le perle…a proposito Erotica , nata Giuseppe prima lavorava in un macello. Dice sempre: prima li scannavo i porci… ora ci scopo…(parola di trans). Io le credo.

  • Ossignore  Il giugno 10, 2003 alle 12:38 pm

    meraviglioso

  • malacarne  Il giugno 10, 2003 alle 1:13 pm

    malacarnefresca 😉

  • lefty333boy  Il giugno 10, 2003 alle 3:36 pm

    sexy…ma forse un po troppo “lungo? “

  • Ameleht  Il giugno 10, 2003 alle 3:40 pm

    e poi com’è finita?

  • Ameleht  Il giugno 10, 2003 alle 3:58 pm

    hai stile… (lo sto rileggendo) quannu finisciu a’pasta t scrivu du’cusuzzi….

  • Ameleht  Il giugno 10, 2003 alle 6:58 pm

    Dunque, io a recensire le cose degli altri nn sono un granchè, ma t posso dire che: mi piace molto la storia, sopratutto la scioltezza nel cambiare il movimento narrativo, dal disilluso all’illuso e viceversa. Mi piace il tuo senso della figura, tipo “dagli alberi per scissione nascono ombre d’uomini” (anche se io avrei scritto “dagli alberi si scindono ombre d’uomini”, secondo me rende lo stesso ma è + scorrevole)(inezie), e mi piace l’uso che fai del tempo, scandendo l’azione per brevi, intensi fotogrammi sovresposti. Per il resto, fossi in te cercherei di “dilatare” un pò meno, c’è qualche “a capo” d troppo, e insomma, le solite normali sbavature che nn cambiano la sostanza. Gran bel racconto 😉

  • malacarne  Il giugno 10, 2003 alle 7:21 pm

    mi sa che hai ragione sugli “a capo”, in effetti l’ho abbozzato stanotte, al rientro, su un pezzo di carta, così come veniva immagine dopo immagine. Al risveglio l’ho postato senza condensare abbastanza…anche Lefty l’ha visto giustamenrte “lungo”. Qualche ripetizione superflua c’è. Sarebbe più fluida la tua versione, è vero , però si perderebbe un’immagine nascosta ( vabbè ta ricu sulu a tia…”scindere” sa di dividere e basta, “per scissione” è invece il modo in cui si riproducono gli organismi unicellulari, senza quindi bisogno di accoppiamento con un altro organismo di sesso opposto…parlando di omosessuali in un parco l’immagine è venuta spontanea)

  • anonimo  Il giugno 10, 2003 alle 8:19 pm

    credo che il mio counter sia diventato una entità metafisica incontrollabile.ho paura.

  • anonymus  Il giugno 10, 2003 alle 8:23 pm

    puoi trovare anche la gemmazione come tipologia di riproduzione asessuata di più alto livello: anche se non c’è il concetto di sesso tra gli organismi (non unicellulari) che danno vita a questo interessante fenomeno, c’è invece il concetto di genitore: il gruppo di cellule “figlio”, si stacca dall’organismo madre ed è un cinnazzo appena nato, e non due cellule esattamente identiche come avviene invece nella mitosi. tu dirai: e cosa c’entra questo col mio post? niente, ma morivo dalla voglia di dirlo…

  • malacarne  Il giugno 10, 2003 alle 8:33 pm

    grazie , infondo imparo così io, prendo spunto da qualcosa che leggo, se mi interessa approfondisco…

  • anonimo  Il giugno 10, 2003 alle 8:42 pm

    inquietante!?!

  • malacarne  Il giugno 10, 2003 alle 9:10 pm

    fossi in te cercherei di rimanere solo il meno possibile sul tuo blog…

  • anonimo  Il giugno 10, 2003 alle 9:57 pm

    ciao porno sono al lavoro..a domani..taglia ,un po si,,

  • malacarne  Il giugno 10, 2003 alle 11:01 pm

    già fatto. ma non è che sta diventando una specie di “racconto” come quello che ci sta sui libri ‘sta cosa? io che volevo solo testimoniare a come viene viene…vabbo’ mi fido delle correzzioni…

  • coniglione  Il giugno 11, 2003 alle 4:09 am

    vita o fantasia?
    La scrittura è suprema finzione.

  • anonimo  Il giugno 11, 2003 alle 8:51 am

    voglio metterti in crisi se ci riesco: era meglio prima. dopo le “correzzioni” è scomparso quel “come viene viene” che dava l’idea del tuo stato d’animo mentre scrivevi il racconto. Hai tolto “…ventotto ventinove e venti…”, il cambio di stile e tante altre cose che non ricordo, purtroppo. Fai una cosa, prova a mettere le due versioni (se quella vecchia l’hai conservata) e vediamo cosa succede. grazie

  • anonimo  Il giugno 11, 2003 alle 9:21 am

    scusate, vado controcommento… mala, non tagliare!
    🙂

  • anonimo  Il giugno 11, 2003 alle 11:02 am

    ieri stavi in via G.Daita?

  • malacarne  Il giugno 11, 2003 alle 11:31 am

    aspe’ non ci capisco più niente. Frammento sei tu che mi hai visto ieri? con tutti sti anonimi non si capisce. boh? comunque AAA l’anonymus di via Daita è pregato di passare in “privato” (altrimenti che faccio? niente tolgo il commento).

  • malacarne  Il giugno 11, 2003 alle 11:53 am

    Frammento, ti ringrazio del controcommento (ti leggo, so il valore che devo dargli;). Sono contento che non si vedesse nella prima versione quanti orologi avevo sincronizzato perchè il tempo passasse “inaperçu”. Mi sa che davvero è diventato “come nei libri”, ora. Il “resoconto” è diventato “racconto”. Cosa che volevo evitare, il racconto spegne la credulità, e ciò che scrivo non ha ragion d’essere se non veritiero. (Perchè lo è).

  • malacarne  Il giugno 11, 2003 alle 11:57 am

    a proposito, il foglietto con la prima versione l’ho fatto a pezzi ed infilato dentro una bottiglietta di succo di frutta vuota. Non credo che valga la pena romperla, fare il puzzle coi pezzettini, trascrivere…;)

  • anonimo  Il giugno 11, 2003 alle 12:08 pm

    ah mala, io proprio non ti ho visto, non fosse altro che Palermo la conosco solo in foto…
    ma è così grave se diventa anche racconto, il resoconto?
    ma poi, perchè un resoconto “in sé” dovrebbe essere più attendibile del racconto (non saprei quale sia la voce più sincera)? 😉

  • Cometa  Il giugno 11, 2003 alle 12:41 pm

    Dal blog di Amleht sono passata al tuo, già ieri sera avevo letto qualcosa e oggi ho continuato, leggere l’ultimo resoconto che hai postato mi ha incuriosita, pensa che sono andata a leggere anche i post di maggio. Sono d’accordo con te quando dici che il racconto potrebbe mettere in discussione la veridicità dei fatti, ma hai già detto che la tua non è finzione e non mi spiego perchè i lettori continuino a fare sempre le stesse domande. Mi piace il tuo modo di descrivere fatti e sensazioni, e il tuo realismo è tipico dei siciliani, forse ancora di più dei palermitani, ultimamente ho letto “cuore di madre” di Roberto Alajmo che tu dovresti conoscere, è un noir secco, grottesco, durissimo che nulla ha di prevedibile, ti consiglio di leggerlo, se vai sul mio blog nella sezione di maggio c’è anche una recensione! Tra i tuoi post quello che mi ha colpito di più è stato “Ieri, in un posto che altri chiamerebbero casa” , tornerò a leggerti con immenso piacere. A presto

  • malacarne  Il giugno 11, 2003 alle 12:47 pm

    Certo, “in sè” un racconto potrebbe essere vero (chessò storico) ed un resoconto no (la falsa testimonianza). Lo capisco, dovrei risignificare tutti questi termini (nel senso di indicare cosa significa “per me” racconto-resoconto, vero-falso) e dovrei teorizzare, il che mi ripugna un po’ (la meta-letteratura la lascio fare ai critici, a me quando si va oltre l’analisi della struttura di un testo mi viene da vomitare). Non della teoria del racconto o della verosimiglianza in letteratura volevo parlare (me ne guardo bene, e chi ci mette bocca lì, è un casino). Semplicemente mi preoccupo che ciò che scrivo non sia considerato “letterario” in prima istanza. Faccio un esempio: Se la Corso scrive la storia di una prostituta il lettore guarda prima il valore di testimonianza e poi un’eventuale qualità letteraria. Se lo scrive invece Dacia Maraini è più probabile che pima si guardi lo stile poi la verisimiglianza, ed eventualmente si riflette due minuti sulla condizione della donne che si prostituisce. Un testo che si chiama “diario di una lavandaia” per esempio, pone fin nel titolo l’attenzione sul valore “esemplare” (nel senso ovvio di “paradigmatico” ) di questa esistenza. Il diario di un [ex] prostituto segue la mia vita anche nel percorso di emancipazione dalla mia stessa vita : prima ci sono stati degli eventi , non tutti comprensibili e “enarrabili” perchè non avevo gli strumenti. Poi una lenta acquisizione dei mezzi espressivi. Ma questi non devono diventare un impedimento alla verità – quella che io chiamo testimonianza- al contrario la devono servire. [in questo specifico caso, non parlo, ripeto, di letteratura, solo di questi testi]

  • malacarne  Il giugno 11, 2003 alle 12:52 pm

    cometa, grazie per i consigli di lettura, sono sempre ben accetti, non frequento un ambiente…come dire…di lettori (intendo nella vita che per comodità chiamo reale), quindi non posso che riceverli da voi 😉

  • anonimo  Il giugno 11, 2003 alle 12:55 pm

    scusa. io farò anche le stesse domande, ma tu a lui ti stai rivolgendo come a uno che ha scritto un racconto, non un resoconto. o almeno questo è quanto risulta dal tuo apprezzamento e dal consiglio di lettura 🙂
    io ho un’idea di racconto, che evidentemente non è condivisa (ma insomma, chissene) che non mi impedisce di pensare come veritiero più del vero anche qualcosa arricchito della propria “scrittura”
    e a me ‘ricco’ così, piace, il succo (fuori dalla bottiglia, pare, senza foglietti dentro) era questo, ed era solo per ribadire un’opinione…

  • anonimo  Il giugno 11, 2003 alle 12:57 pm

    ops, mala, scusa, ho commentato fuori tempo 🙂

  • anonimo  Il giugno 11, 2003 alle 1:04 pm

    ehi mala, ho capito. ma “purtroppo”, il lettore è anarchico. hai voglia dirgli quali sono le tue intenzioni, intenderà comunque qualcosa in autonomia, compreso trovare ‘bello’ un discorso che non per te non ha connotazioni estetiche, è solo “percorso”.
    (ve bene, prometto di cucirmi i polpastrelli, la prossima volta :))

  • malacarne  Il giugno 11, 2003 alle 1:13 pm

    ehm…imbarazzo, finiremo col fare teoria? boh? io davvero non lo so se sono in grado. Però ho voglia di imparare. Frammento , lo sai che ti apprezzo, se vuoi spiegare come è la tua idea di racconto [non posso condividerla se non la conosco;) ] , per me sarebbe utile. Una cosa: ovviamente quando hai voglia e tempo. Scusate , sarò tonto, è che sono un principiante del web, ma devo dirvelo: mi fa paura sapere che siamo tutti on-line allo stesso momento, che ci scambiamo così veloce il pensiero. E magari diventa tutto troppo “come viene viene”. Forse è meglio che esca ora. Magari rientro stasera per proseguire questo interessante scambio.

  • malacarne  Il giugno 11, 2003 alle 1:15 pm

    p.s. lascia stare i polpastrelli!!!!!!!!!!! 😉

  • anonimo  Il giugno 11, 2003 alle 1:17 pm

    ehi non volevo fare nessuna teoria. volevo solo dirti che qualunque cosa fosse, racconto o resoconto, sarei tornata.
    ciao 🙂

  • anonimo  Il giugno 11, 2003 alle 1:18 pm

    (fiuuu come vedi, sventata l’immolazione del polpastrello)

  • Ameleht  Il giugno 11, 2003 alle 1:35 pm

    mh. Sì, ok, resoconto, però tu l’hai scritto come fosse un racconto (potevi essere molto più sintetico e meno evocativo)(usando termini alchemici, potevi essere “secco”, invece sei stato “umido”)… diciamo che è un ibrido, anzi, diciamo che nn gliene fotte una minchia a nessuno d cosa è, basta che quelli che volevi dire arrivi al lettore come volevi dirlo, no?

  • Ameleht  Il giugno 11, 2003 alle 1:37 pm

    “quello”, non “quelli”. Ma c siamo capiti.

  • malacarne  Il giugno 11, 2003 alle 5:28 pm

    …tanto, come dice giustamente frammento, la dichiarazione di intenti non serve a molto. Poi chi legge “purtroppo” legge quel che vuole e come lo vuole.

  • anonimo  Il giugno 11, 2003 alle 9:06 pm

    F5?

  • anonimo  Il giugno 11, 2003 alle 10:27 pm

    e secondo te avrei cliccato 17756 volte in così pochi giorni?e cosa ho al posto dell’indice?il motore di un F16?

  • anonimo  Il giugno 11, 2003 alle 10:28 pm

    caro man in blue,fuocherello.ci sei quasi.indaga.

  • aLLyNa  Il giugno 11, 2003 alle 10:45 pm

    malacà… ma io quando posso darti un bacio? 😦

  • lefty333boy  Il giugno 11, 2003 alle 10:52 pm

    manaccia a me quando ho scritto’ taglia un po’..NON TAGLIARE piu niente !! scrivi come ti senti e ti pare !!love and kisses..

  • malacarne  Il giugno 12, 2003 alle 10:06 am

    vabbè mica è così brutto ora, no? alcuni a capo andavano davvero eliminati. E’ rimasto l’essenziale, come sempre invisubile agli occhi. i simboli alchemici…

  • aLLyNa  Il giugno 12, 2003 alle 11:36 am

    niente, non mi considera… mi odia… 😦

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