e cantavamo:

non c’è sosta se non sulla cima / questo motto è un impegno d’onor.

ricordiamo la giovine gloria / che fa battere il cuor dei suoi fanti /

Avellino vuol dir “sempre avanti” / Avellino vittoria vuol dir.

Avellino , gennaio 2001.

alle sei del mattino infilo il secondo mutandone di lana, la mimetica completa, larghissima, doppi calzettoni verdognoli, sono figlio del sole , che minchia ci faccio qui fra le montagne?

la fila davanti l’armeria, prendiamo i fucili. usciamo sulla piazza d’armi, il buio ingrigisce la neve. lasciamo i F.a.l. a terra e sotto i capannoni ci raduniamo .

dest-riga – fissi, riposo, a…ttempo, cazzo , a tempo – urla il caporale – a-ttenti.

ri-poso- attenti, sinist-riga- fissi. Riposo. All’infinito.

l’inferno è ghiaccio. l’ho capito ora. taglia la faccia. l’inferno è non amarsi più perchè il tuo corpo ha fame e freddo e vuoi morire e non puoi.

poi spunta un sole effemminato , e quando un raggio di pietà ti carezza la faccia tu vedi dio.

la marcia lascia schizzare la poltiglia di fango e neve, granita sotto gli anfibi. scivolo cristo il perno sta fermo e l’ala vola! urla il caporale istruttore.

il perno sta fermo e l’ala vola. io, sporco bastardo, mi sono infilato al centro della fila. si sta più caldi.

marciamo col f.a.l. in mano, e dopo dieci muniti ‘sto fucile è una croce. smette di essere un simbolo fallico e diventa una semplice rottura di minchia. spezza le ossa.

il cielo s’oscura, la Prima fa paura! urliamo a tempo. la Prima compagnia siamo noi. Prima compagnia primo plotone prima squadra, quelli arrivati all’alzabandiera del primo giorno di chiamata, abbiamo preso le camerate più nuove, quelle con le docce migliori , l’acqua calda.

sia che abbiano messo bromuro nel latte , sia che il puzzo che emaniamo sia un deterrente bastante nessuna pulsione sessuale mi afferra ancora. il mio vicino di fila , marciamo uniti e compatti, ha dimenticato i guanti, ogni tanto soffia sulle mani, ha freddo e ha le dita viola. gli prendo la mano. mi dice : grazie compa’, con accento calabrese. inutile tentare di scollarmelo più di dosso. a pranzo e a cena, poi mi dice : usciamo? sono il suo eroe anche perchè ho litigato con uno stronzo che c’era passato davanti in fila a mensa. sono il suo eroe ma non sa cosa rischia. se continua a strusciarsi . solo la sera comincio a temere il peggio. il peggio sarebbe una violenza sessuale , voglio scoparmi la recluta Elia , il piccolo calabrese dagli occhi d’oro e culo sodo. cazzo come voglio scoparmi la recluta Elia. devo pensare ad altro o faccio un botto.

la sera mi chiede se può fare la doccia nella nostra camerata. il fesso si è fatto fregare tutta l’acqua calda dai suoi compagni di stanza. ogni stanza nella caserma Berardi ha bagni e docce. pareva una merda doverle pulire, ma solo nella caserma di destinazione mi accorgerò che tutto quell’inferno era il paradiso.

ha già l’accappatoio addosso, e dà per scontato che io dica sì. già questo mi sta sul cazzo. ci sono regole non scritte in caserma che valgono più delle altre. una volta si chiamava nonnismo. era quello che faceva funzionare il meccanismo. Gli dico va bene – infatti sono il capo cameretta , posso fare quel cazzo che mi pare qui dentro – ma il tipo che dorme accanto a me non si è ancora lavato, avrebbe la precedenza, regole incomprensibili se non sei stato soldato , capisco che ho fatto uno sbaglio.

mi sto vestendo quando il tipo che dorme accanto a me incazzato esce dal bagno: guarda la merda che ha lasciato tuo compare , mi dice.

le docce sono un cesso. Il calabresino, Elia, ha fatto acqua dappertutto e c’è un’inferno di segni di anfibi di chi è entrato dopo. cioè il mio vicino di letto. l’ha fatto apposta. i calabresi gli stanno sul cazzo. sta merda deve sparire prima del contrappello o verremo puniti.

chiamo il calabrese, si sta vestendo nella sua stanza. l’amicizia non c’entra niente, qui conta il rispetto.

glielo devo fare capire. non finisce manco di vestirsi. prende secchio bastone e straccio (il mocio sarebbe una effemminata sciccheria credo, per questo non li comprano in caserma) e va ad asciugare. zitto. gli altri suoi compari di stanza , di fronte alla nostra, parlano a voce alta. dicono che siamo mafiosi. di merda.

facciamo finta di non aver sentito.

per ora.

il mio vicino di letto, Francesco, è soddisfatto. entra pure una volta dopo che Elia ha pulito. quello bestemmia. di nuovo gli anfibi . chiamo Francesco, gli dico con estrema gentilezza che gli rompo il culo se lo fa ancora. quello l’ha capito che ha sbagliato e sta pulendo porc’odio.

Elia in slip e maglietta asciuga tutto. saremmo dovuti uscire insieme. ma dal suo sguardo triste capisco che non è il caso. ci sono regole non scritte. o le fai rispettare o non sei nessuno in quest’inferno.

più tardi ci incontriamo in uno dei bar del Corso stracolmi di nuche rase. lui è coi compagni di cameretta , tutti calabresi. quando ci avviciniamo, stanno zitti , manco fiatano. siamo in cinque noi , quasi tutta la mia squadra. un pugliese e il resto siciliani scassati. tutti filgli di puttana, non c’è che dire. I figli di papà o fanno il servizio civile o gli arriva il congedino a casa. altri partono volontari, ma se c’hai avuto la cattiva condotta, chessò un motorino rubato, o hai furtato qualcosa mica ti ci vogliono. e poi chi cazzo ci vuole andare volontario nella loro prigione di merda. sono nato figlio di mignotta, in galera, chiamala scuola caserma fabbrica, mi ci devono portare con la forza. fottuti sbirri. tutti sbirri infami.

di leva, dicevo, quasi tutti gran figli di mignotta. facce tagliate. dopo tre giorni ci chiamano già mafia.

magari! – dice Francesco, il mio vicino di letto – poi si impelaga in un discorso spappolato appena vede una checca davanti al bar: i froci sbavano appresso a noi in libera uscita. fanno i leccasborre e le moine, e ci vogliono i cazzi che pare che a loro mica ci funziona giusta, nè la testa e manco la minchia, ma poi se ci chiedi due lire a ‘sti froci, quelli fanno mille storie, perchè sono convinti che a noi ci manca la figa , mica lo sanno che i soldati hanno solo fame sonno sono stanchi di subire e vogliono tornare a casa , le fighe le trovi se sei sveglio, i bar sono pieni di fighe, se ci hai due lire per la birra sei a posto. ‘sti froci mica lo capiscono, si mettono lì come se ti fanno un favore al cazzo…

quelli si chiamano gay gli dico. i froci sono un’altra cosa. ma vallo a spiegare a ‘sto coglione.

al bar il calabrese mi guarda incomprensibile. forse c’ha voglia di tornare amici dopo quella storia che s’è dovuto umiliare. li accerchiamo. prendiamo delle sedie. loro stanno zitti.

c’hanno paura e hanno pure ragione ad averla, perchè al mio vicino di letto, Francesco, i calabresi stanno tutti sul cazzo, vallo a capire perchè.

una ragazza viene a prendere le ordinazioni. cominciamo a fare gli scemi con lei. ed io gli chiedo al calabresino mio che cosa vuole bere che gliel’offro io. e lui mi guarda finalmente negli occhi. io spero solo che dica sì. cazzo dici sì o sei fottuto – penso-lo capisci che sei fottuto? ci sono regole non scritte. se rifiuti stai rifiutando la pace che ti offro. e sei, assolutamente , finito.

Francesco, quello che odia i calabresi, aspetta solo che lui dica che non ha ancora finito il suo bicchiere. proprio lo sento. gli leggo nel pensiero. non aspetta che questo. che il calabrese dica no. quando non accetti la pace tu stai aprendo una fila infinita di inferni.

il calabrese sorride. dice sì.

conosce le regole. fratè, mentre aspetti bevi. e mi offre il suo boccale.

ci sono regole non scritte. onore e rispetto. voi non potete capire.

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Commenti

  • anonimo  Il giugno 12, 2003 alle 5:18 PM

    acqua,malacà!.acqua!si era avicinata di più l’effebiai.

  • anonimo  Il giugno 12, 2003 alle 5:43 PM

    ti spiace se ti contraddico malacà? non sono figlio di papà e sono obiettore. ho ricevuto anche un invito a presentarmi alla caserma di sulmona, ma prima ci ho sputato sopra e poi l’ho restituito al gentile mittente… è stato bello prendersi una denuncia e non presentarsi al processino e non pagare l’avvocato… non so come hai fatto a resistere fratè, io sinceramente non avrei potuto assimilare regole, nè scritte nè non-scritte…

  • anonimo  Il giugno 12, 2003 alle 5:45 PM

    adesso con splinder che è cambiato sono tutti anonymous, solo uno però è anonymus… ho dimenticato di scriverlo prima.

  • malacarne  Il giugno 12, 2003 alle 7:59 PM

    in effetti le regole “scritte” non l’è ho assimilate granchè, tant’è vero che dopo aver fatto opposizione interna alla caserma per sette mesi (il capitano mi chiama e mi dice :tu sei troppo rosso per i miei gusti, parole testuali) , alla fine mi sono fatto fregare: ho subito un processo , ho rischiato l’accusa di diserzione e denuncia alla procura militare per falso d’ufficio (se ti dicessi i documenti riservati ull’uranio impoverito che i bravi volontari italiani figli di mignotta si stanno sorbendo per i soldi della missione…robbetta che m’è passata per mano, vabbò lasciamo stare). Le regole “non scritte” sono un’altra cosa. Non è che ho detto che chi fa il civile o (meglio) l’obbiettore sia figlio di papà, ho detto che nessun figlio di papà fa il servizio militare di leva.

  • malacarne  Il giugno 12, 2003 alle 8:14 PM

    questa della diserzione te la racconto fra due post…ora che mi ci fai pensare (della serie c’è qualcosa che non ho fatto ancora?;)

  • lefty333boy  Il giugno 12, 2003 alle 10:30 PM

    SENti ..saro sincero con te perche so che capirai’ !!! io non so quanta gente legge “VERAMENTE ” i tuoi posts…a me piacerebbe molto leggerli tutti dalla cima in fondo …ma ti dico la verita, quando mi trovo davanti dei posts cosi LUNGHI…lascio perdere, che in tuo caso e’ un peccato perche scrivi molto bene!!in fondo credo che leggiamo veramente solo noi stessi!!non possiamo chiedere dalla gente ti regalarti secondi minuti ore dalla loro vita no? anche perche esistono migliaia di posts…spero che capirai!!

  • lefty333boy  Il giugno 12, 2003 alle 10:31 PM

    p/s/ di regalarci…scusa..

  • lefty333boy  Il giugno 12, 2003 alle 10:32 PM

    poi si scrive MALAKA..

  • lefty333boy  Il giugno 12, 2003 alle 10:34 PM

    in greco..intendevo…

  • malacarne  Il giugno 12, 2003 alle 11:34 PM

    Lefty ti rispondo su “america”, era troppo lungo , ancora una volta…

  • anonimo  Il giugno 13, 2003 alle 12:43 PM

    è vero, scrive tanto (e io ho la coda di paglia)… però a me piace così. insomma nessuno ti obbliga a leggere, ma se cominci, non puoi più fermarti.
    no, continua così. mi piace. ah… riguardo agli agenti di ricerca attivi… beh, hai beccato 1 post 1 po’ sfigato. praticamente sono le offerte di lavoro di monster.it 😉

  • malacarne  Il giugno 13, 2003 alle 1:18 PM

    vabbè mi informo, ora vado a vedere…che è ‘sto mostro.it…boh? grazie.

  • Ameleht  Il giugno 13, 2003 alle 1:41 PM

    azz, mi sono perso un racconto gustosissimo, cazzo… volevo dirti solo una cosa, per il momento, a proposito d Lefty: guarda che è greco, quindi lascia perdere le correzioni ortografiche… e poi il suo italiano così “anarchico” ormai fa parte del suo stile, mettersi a scrivere “correttamente” forse gli farebbe perdere un po del suo sapore così genuino e personale, a mio avviso. Lefty è un grande e mi piace perchè è così com’è. Ho letto la tua più che esauriente spiegazione su america… ma secondo me t basterà frequentare Lefty ancora per un pò per capire cosa in effetti t volesse dire… su internet nn vuole complicarsi la vita, vuole solo divertirsi, tutto qui, le “postille” le lascia nel reale (e lo invidio, perchè io nn c riesco). Che nn sia una persona superficiale, si capisce da quello che scrive, da come lo scrive, e insomma da quel che è, ma questo lo sai anche tu ;). E’ una questione d priorità eheh, io e te preferiamo sbattere la testa al muro finchè nn riusciamo a vedere dall’altro lato, Lefty invece preferisce scavalcarlo con un agile salto… (alla prossima t scrivo cosa penso del racconto, adesso gli faccio una bella autopsia)

  • malacarne  Il giugno 13, 2003 alle 4:14 PM

    ecco perchè ha scritto “postS” accordando al plurale e , tutto ma non questo, “commentS”, nei miei commentI , hai fatto bene a dirmelo stava rischiando grosso ( di passare per uno “scrittore” sperimentale)…Accorda pure “scrittori PulpS” (riferito a te, Ameleht, che non lo sei, non so se lo sai , per un semplice motivo: tu sai usare la sintassi, nel tuo racconto della scopata in disco, usi frasi e periodi di ampio respiro che stanno in piedi da sole, io ogni tre parole metto un punto perchè la frase mi si spappola (babbiu, è ca mi piaci accussì).

  • malacarne  Il giugno 13, 2003 alle 4:15 PM

    quando hai tempo VIVISEZIONALO (perchè è ancora vivo, spero;)

  • malacarne  Il giugno 13, 2003 alle 4:17 PM

    p.s. il racconto, non il caro lefty333boy 8)

  • Ameleht  Il giugno 13, 2003 alle 5:10 PM

    eheheh, sì, in effetti si muove ancora….

  • Ameleht  Il giugno 13, 2003 alle 5:12 PM

    grazie per il complimento sulla sintassi… detto da te ha gran valore…a + tardi…..

  • kalos  Il giugno 14, 2003 alle 4:37 am

    io i postS di questo blog li leggo “veramente” tutti. e comunque per chi non ci riesce, in fondo, basta fargli un segnetto con la matita e leggerne un pezzetto al giorno! 😛

  • anonimo  Il giugno 14, 2003 alle 9:13 am

    Sai malaca’, io ancora ho da farlo il servizio civile. Ho sempre pensato di non essere assolutamente portato alla vita di caserma. Quand’ero piccolino mi ricordo di un tipo che mi disse (con un certo orgoglio credo) che in caserma s’imparano le regole, soprattutto quella che nella vita qualcuno e’ sempre piu’ forte di te, e tu gli devi rispetto. All’epoca provavo solo paura per affermazioni del genere, adesso pero’ capisco da cosa derivavano. Al tipo bastava poco per provare “rispetto” verso i superiori in caserma. Io non l’ho mai riconosciuto come un sistema che meritasse una qualsiasi forma di rispetto, per questo non voglio finire in una caserma, nemmeno se fosse la piu’ comoda e pacioccona della nazione. Se e’ vero che non puoi sempre scegliere nella vita e devi anche subire le decisioni di altri, allora decidere di andare in caserma personalmente lo vedo come un inno al masochismo. Personalmente, perche’ mi rendo conto che non per tutti e’ cosi’.

  • anonimo  Il giugno 14, 2003 alle 9:16 am

    Un’altra cosa malaca’… riguardo al post “madeleniano” nel mio blog. A me farebbe molto piacere potermi addormentare assieme al mio ragazzo la sera. Io pero’ vivo a Firenze e lui a Pisa, anche se ci vediamo molto spesso. Non se te ti riferivi al connubio “camomilla + ragazzo” in senso generale o nel senso del proprio compagno… fatto sta che non sono mica tanto sicuro che coricarsi insieme concili sempre il sonno. Certe volte a letto si fanno delle litigate epocali.

  • anonimo  Il giugno 14, 2003 alle 9:17 am

    ero sempre io… peccato che splinder non ricordi la mia homepage ad ogni commento

  • malacarne  Il giugno 14, 2003 alle 1:01 PM

    Wedro, lo so , il testo Sembra un’esaltazione sado-masochistica della vita militare e mafiosa (accettazione delle regole anche non scritte, legge del più forte, legami di simpatia amicizia o amore subordinati alla gerarchia etc.). Non ti spiegherò tutte le metafore (non voglio annoiarti). Ti dico dov’è il punto da cercare (se ne hai voglia): il momento della rappacificazione fra i due clan, siculi e calabri: “Quando non accetti la Pace tu apri una fila d’Inferni”. Io il militare l’ho fatto per avere vitto e alloggio pagato per un anno, non è stata esattamente una scelta, i militari di leva sono vittime del sistema, sfruttati come bestie. Poi avevo un obbiettivo : Ho cercato di dare una coscienza di classe a sti ragazzi con la quinta elementare, servi del sistema e che votavano a destra! Poi mi sono voluto mettere alla prova , vedere quanto potevo reggere un simile ambiente. Dopo tre mesi ero già caporale. Ma dopo sette ero cotto. Il cervello intendo. Lo spiegherò in un altro testo. Ma il consiglio di un frocio che lo ha fatto il militare è: statti a casa. Pochi escono sani da là dentro.

  • malacarne  Il giugno 14, 2003 alle 1:15 PM

    Kalos [kai agathos], grazie, in effetti mica vado in giro a dire: leggiti tutto il mio post subito o ti picchio! Io , l’ho gia detto, non scrivo neanche per me, scrivo perchè sono vivo, infatti . Poi quello che scrivo , normalmente su foglietti di carta al rientro dal “lavoro” o in altri momenti , lo metto qui perchè mi farebbe piacere che qualcuno, anche uno solo, anche solo Tu, lo leggesse. Per un semplice motivo, se nessuno le legge il testo è come un vulcano che dorme. Potenziale. In coma. ps. . Ti prego togli quella -S da postS blogS computerS e, ben presto so che lo scriverai, PizzaS , SpaghettiS. Quando l’inno nazionale sarà: Brothers of Italy , friends of America.

  • kalos  Il giugno 14, 2003 alle 3:34 PM

    la S l’ho solo messa in onore del sesto post, qui! 😉 baciS! 😛

  • malacarne  Il giugno 14, 2003 alle 3:49 PM

    mi consoli, fratellino, scusa la foga, non l’avevo con te, siccome pensavo che Lefty era italiano mi ero incazzato perchè aveva scritto “i miei commentS” come se la parola commentI facesse schifo, insomma minchiate 😉

  • Ameleht  Il giugno 14, 2003 alle 5:36 PM

    Io il militare non l’ho fatto (sovrannumero! uahuahuahuah…), ma se lo avessi fatto, temo mi sarei rotto in pochi giorni. Rotto nn come rompere i coglioni, rotto come rompersi, andare in pezzi. Mi sarei rotto. Sicuro che sarei finito costantemente in punizione. Non sopporto le gerarchie. Odio i capi. E ‘ un lurido mestiere d merda, che normalmente riescono a fare solo dei gran cazzoni. Tuttavia riconosco che le gerarchie spesso sono un modo che ha la società per dirti che fai parte d essa. Ecco, appunto, fosse per me la società la abolirei, ma la cosa farebbe d me un capo……e insomma dalla merda nn si esce per dio, punto e, cazzo, a capo.

  • malacarne  Il giugno 15, 2003 alle 12:32 PM

    gran culo chi c’avisti ;)) ma non è ca ci fu cu ti retti a pirata?

  • Ameleht  Il giugno 15, 2003 alle 1:11 PM

    Nonzi…..è ca c’aviva l’asma…

  • malacarne  Il giugno 15, 2003 alle 1:51 PM

    forsi era megghiu a pirata ca l’asma, fratè 8)

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