Archivi del mese: luglio 2003

80

il mio cazzo punitore ti piace anche al di sotto dei miei boxer da mercatino. perchè lo so che non sei superficiale…

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la tolleranza del male non è accettazione del male, dice il cardinale. per questo dovete scoppiare. per questo farò i vostri nomi.

comiciate a tremare, bastardi.

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perchè la vostra marginalizzazione non inficia niente? perchè vi ho scopati a centinaia.

e perchè migliaia come me vi hanno scopati a migliaia.

ma non temere, non lo diremo a  tua  moglie.  non lo dirò  ai  tuoi fedeli parrocchiani.

vuoi che ti presenti uno più giovane? don M., io mica commercio coi minori, come fai tu….

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una volta io ascoltavo il mare.

lo ascoltavo parlare.

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“ha l’animo di una ballerina di flamenco” dice, “non la farei mai salire in auto quella lì, mica è come te che non si vede…”

e perchè ne hai paura? perchè vedi proiettata in lui la tua voce interiore? esposta al pubblico ludibrio delle cravatte firmate attorno al collo che regge qualcosa? perchè lui non può essere vistoso perchè non è una checca in impeccabili abiti valentino gautier? o la web designer di d&g vestiti?

 

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ma la carne ,  questo bambolotto levigato, diviene il tuo padrone. devo renderti più umile di un vecchio cane, più sottomesso di una donna islamica infibulata, più umiliato e passivo di un metalmeccanico italiano, più serena e sfruttata di una operaia  del triveneto ridente, più stupido di un camionista statunitense repubblicano, più istericamente represso di tuo padre, il medio-cetaceo. umile come la carta con cui assorbo la sborra dalla mia cappella.

per questo vai picchiato. e per parole consimili a queste: ” se sei tanto intelligente perchè non cerchi di fare soldi? perchè non sei ricco?”

sorrido. perchè l’ossessione dell’ossessione altrui per il denaro non divenga la mia, non mi contagi.

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fra cinque minuti , non lo saprà nessuno, non temere (farei qui il tuo nome e cognome, e qualche decina di persone potrebbe ridere di te, stronzo, se non lo faccio è perchè farti fuori non elimina il problema).

la tua ragazza è a casa. il tuo babbo primario-medio-cetaceo, pure. la maman noblesse oblige anche, la demi-mondaine parvenue, tu sais qui tu es, saloppe.

e i tuoi prestigiosi colleghi col marchio giusto. i tuoi maestri di tennis, scherma judo e rimpiattino. e motociclismo perchè sei un tipo sportivo, uno in polo lacoste al venerdì.

e dov’è il ladro tiranno teledoxamanipolatore? forza itali-ani! 

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il mondo è un porcodio che strepita diluvi dai pulpiti , e mai celebra amore. perchè siete bastardi e avete stuprato anche il dolore e la morte a vostro uso e consumo , e il vostro dio è a immagine e somiglianza del potere.

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infierisco sulle tue chiappe lucide ben allenate. il tuo corpo e schifosamente bello . sei un bravo samurai, il miglior studente, un ottimo partito per la tua fidanzata storica, uno splendido figlio modello, e il più ingordo succhiacazzi che abbia mai incontrato.

mi piace vederti ingoiare.

89

la tua voce emette variazioni tonali da esorcizzata. dio e satana sono perlopiù passivi. gli dei greci erano più virili.

peccato.

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non c’è più molto tempo. siamo tutti condannati a morte.

il 13 agosto torno a Colonia. chissà che strade batterà il mio cuore.

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la vita è un porcodio satanico. non crediate che sia gratuito. la rabbia è il prezzo che non voglio più pagare. perchè niente è gratuito, ho pagato tutto. sempre. e le cose più importanti mai con i soldi.

col sangue e con la vita.

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vi eccitate nel sentirvi sborrare in bocca e in faccia, ma in segreto, voi padri professionisti della famiglia. ma lo so che preferite leccare le sborre acide di piscio del mio amico Assim, lo vorreste più sporco, deve sapere di fogna. noi siamo troppo puliti, per voi,

ma se ti piscio in bocca godi. caro il mio architetto,

adoro vedere il segno bianco quando sposti la fede. le tracce della tua fede. finta inutile come te. bastardo. pagami e godi.

eppure sono stanco di essere la valvola di sfogo del tuo perbenismo. dovremmo lasciarti impazzire davanti ai siti porno. non starci per tutto il petrolio del mondo.

93

se non cambiano i costumi è perchè i repressi stanno al potere. non dare una libertà che non ti riguarda sarebbe facile, ma devi creare una gabbia valida per tutti, perchè non sai tenere a freno le tue perversioni, hai bisogno di proibire, perchè se non proibisci non trasgredisci in segreto.

i repressi sublimano cercando il potere.

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la famiglia ad uso e consumo della propaganda politica

la sacra famiglia inviolabile, labile fantasma. la famiglia è istituzione mafiosa inalienabile rispondente ad un modello ideale di fatto rara o immaginaria.

covo di aberrazioni e violenze avvolte in panni che si lavano in famiglia. carcere per donne sfruttate e bambini volentati.

gioia degli stupratori di lattanti. ecco la vostra fottuta sacra famiglia., anticamera del manicomio criminale, resa minaccia per il singolo.

 la società che ne deriva è frutto di tare ereditarie, e culto per l’eredità

il denaro possesso, la faida, e non stupitevi quando i figli ammazzano i genitori per i soldi: è questo che cari estinti gli avevano insegnato: hai dunque sei. 

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la famiglia di piccoli pricipi che addomesticano  volpi, non quella di grandi principi e comari volpe.

se ne avessi avuta una l’avrei voluta così.

la famiglia di adozione, di scelta.

e voglio adottare TE CHE LEGGI.

se lo vuoi

fratello, sorella.

se lo vuoi.

io sono qui

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il sesso va vietato . è anarchico per definizione come il poeta. oppure come il poeta va reso redditizio.

darkizziamoci, chattiamo, baby. ma bannerizziamoci prima, dai sexyshoppiamoci di lurex e popperizziamoci di estasi divini coctel , orsù dunque baby cinepornifichiamoci, sauniamoci, publecchiamoci, gayttizziamoci, baby, gay pensiamoci come una gaytruppa di gayconsumatori di raimbow prodotti, figli della gayconomy edel gaypower del terzo sex e , perfavore , scriviamo solo letteratura gay. anche quando scriviamo solo Suca su un muro.

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“oggi è stata una giornata divertente” dice la radio mi propina i più beceri latrati del roccaciottaro della stagione. italica.

state sempre in ascolto, ne vedrete delle belle (sic). canticchi anche Tu, segui il tuo autoradio da favola da mille e un euro, e canti che certe notti fra nebbie e locali ti ritrovi in quella merda di posto in cui si canta che certe notti tra nebbie e locali e così all’ infinito, io ti odio.

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il mondo è il medioevo, il medioevo che non vuole finire. domani verranno orde barbariche ancora, ipertecnologiche, non parleranno  lingua di uomini.

rideranno della tua umanità.

99

domani è il medioevo. ed io mi chiedo ancora?