bisogna immaginare S…

bisogna immaginare Sisifo.

un’altra volta notte, e ancora e ancora. rotolo la pietra dal sepolcro ed esco fuori. I marciapiedi si aranciano bagnati dalla luce chimica dei lampioni. E sono pronto a tutto ricominiciare.

porto con me la pietra , rotola dal mio sepolcro : ed io sorrido col mio ghigno abissale. La spingo fino in vetta al mio calvario: a miracol mostrare. La luce arancia i canti  e mostra la mia condanna: appena giungo in cima la pietra del mio sepolcro rotola sull’altro versante.

eppure. io sono pronto a tutto ricominciare.

Mi sbatte la sua erezione fra le chiappe. Vai piano dico , non la prendo da un bordello. L’ha imballata nel sacchettino elastico che appesta gommoso l’abitacolo . Preservami dal male universale.

ma poi fuoriusciamo ché è scomodo là dentro, e siamo fuori nel vento delle tre del mattino , delle tre di notte, in una strada sterrata di campagna vicino allo svincolo di Villabate.

è così finto il firmamento visto da questo punto: le stelle stanno appuntate come capocchie di spillo , così precarie. ma forse è questo il cielo vero?

mi reggo alla portiera , il freddo piovigginoso del mattino mentre ghiacciano tutti gli orologi. erezioni incerte. adesso è notte in tutto l’emisfero.

ed io cadrei in ginocchio a mangiare la terra. cadrei in ginocchio a mangiare la terra.

SE SOLO TU VENISSI TRIBUNALE INVISIBILE.

dopo è il mio turno, si gira, imballo il cazzo sputo sul palmo e bagno la cappella. entro nel cerchio . un colpo due colpi .

sono scisso . cinque colpi .

poi dico entriamo in auto porcocane fa freddo, sudo freddo.

è che sono verticale. posso sfondare il cielo stavolta sono verticale. troppe stelle.

ma dietro, sui sedili posteriori il passeggino di un bmbo è fissato , e poi teme di sporcare l’auto della moglie.

si mette in ginocchio sul sedile anteriore, lo sportello aperto, un colpo sei colpi.

spacchettiamo le erezioni , sborriamo sull’erba blu croccante di brina.

mi riaccompagna , ecco ritorna il cielo, il solito alone falbo sopra palazzi di angoscia.

c a d e r e i n g i n o c c h i o a m a n g i a r e l a t e r r a .

visto da qui.

e sono pronto a tutto ricominciare. si accosta un’altra auto : due scoppiati davanti con due troiette dietro: ma che fai qui, ma che vita che fai, mi sgrida una da dietro:  va a casa piove, ma come fai a essere così? sganascia  il guidatore occhi lucidi di marijuana.

in genere li mando affanculo, ma mi fanno pena. e dico il vero : bisogna immaginare Sisifo felice.

ecco il Segreto. Non capiscono.

io mi allontano, sono le cinque quando si ferma un’altra auto, non gira niente stanotte, il viale sta morendo.

saliamo su per i tornanti di monte Pellegrino in cerca di un posto appartato.

rotola la pietra su per i tornanti, e poi scendiamo ancora giù nella conca d’oro.

e sono pronto a tutto ricominciare. Bisogna immaginare Sisifo

felice.

se solo tu venissi tribunale invisibile

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Commenti

  • cuccyola  Il aprile 5, 2004 alle 7:52 PM

    SAUUUUUUUUU ma 6 davvr strano tu!!!?

  • malacarne  Il aprile 5, 2004 alle 8:00 PM

    non abbastanza da scivere sauuu 6 dvvr almeno questo…

  • anonimo  Il aprile 5, 2004 alle 8:53 PM

    cristologia e mitologia… in fondo fanno parte della nostra cultura e possono essere usate per delle metafore che dovrebbero essere comprensibili per tutti.posso dire? io non ritoccherei il testo. sisifo felice è possibile immaginarlo: se la pena è eterna e senza scampo o si impazzisce o ci si inventa che sia un gioco. forse preferisce il ciclo della pietra da spingere invano a quello dell’immobilità del sepolcro.

  • malacarne  Il aprile 5, 2004 alle 9:20 PM

    non c’ è alternativa di fronte all’assurdo del vivere, mi pare, a meno di non rifugiarsi nella follia : o spingere la pietra o morire. E’ la condizione umana secondo Camus (Le mythe de Sisiphe è un suo saggio). su mitologia e cristologia riassumo: sono le basi della cultura occidentale, una popolare, l’altra colta (ma che era popolare in origine). Da bambino il primo incontro con la lingua non ordinaria , non finalizzata alla pura comunicazione utilitaristica è stata in chiesa , salmi preghiere etc. prima ancora che le canzoni , per questo le metafore cristologiche suggestionano , sono il richiamo al tempo sacro dentro il tempo dell’infanzia.

  • Dankan  Il aprile 5, 2004 alle 9:55 PM

    H U O M O ,quello che mi hai regalato…..:)))

  • Dankan  Il aprile 5, 2004 alle 10:15 PM

    Sospiro, chiedo al cervello di scriverti qualcosa di sensato ma non ci riesco.Posso solo abbracciare forte il tuo passato ,il tuo essere nel presente e il tuo sarai nel futuro.E naturalmente abbbbbbbraccio te,tu.dankan

  • Ameleht  Il aprile 5, 2004 alle 11:33 PM

    “Lascio Sisifo ai piedi della montagna! Si ritrova sempre il proprio fardello. Ma Sisifo insegna la fedeltà superiore, che nega gli dei e solleva i macigni. (…) Questo universo, ormai senza padrone, non gli appare sterile né futile. Ogni granello di quella pietra, ogni bagliore minerale di quella montagna, ammantata di notte, formano, da soli, un mondo. Anche la lotta verso la cima basta a riempire il cuore di un uomo. Bisogna immaginare Sisifo felice.” Albert Camus

  • anonimo  Il aprile 6, 2004 alle 12:02 am

    tu sei un genio, fratellino.

  • wilDBoy  Il aprile 6, 2004 alle 12:50 am

    Io posso anche immaginarlo felice, Sisifo, a patto però che Sisifo sia convincente nell’immaginarsi felice esso stesso. Perchè a volte basta una crepa anche infinitesimale perchè qualcuno possa sbirciarci attraverso e come un indiscreto voyeur leccarsi le labbra assaporando ciò che vede. Senza considerare che a volte è Sisifo stesso a lasciare volutamente quella crepa per permettere solo ad alcuni di andare oltre… Piccoli deliri notturni, non mi capisco più, quando scrivo….

  • Dankan  Il aprile 6, 2004 alle 9:05 am

    spacchiamola quella fottuta pietra che continua a rotolare e sempre punto e capo…. oppure c’è bisogno di qualcuno che aiuti a farla rotolare.Vado che ho un’esercitazione da consegare all’università.Buona giornataaaa. :*

  • Exteban  Il aprile 6, 2004 alle 9:59 am

    …eccone un altro che scrive come i codici fiscali. Per la verità “davvr” non l’avevo mai sentito…

  • anonimo  Il aprile 6, 2004 alle 11:09 am

    l musichetta in sottofondo è una delle cose più tristi che si possano trovare su un sito web. ed anche una dissuasione alla lettura per chiunque ti legga dall’ufficio.

  • regulus21  Il aprile 6, 2004 alle 12:59 PM

    Ammanittati lu ventu si criditi ca vi scummina li capiddi, lu ventu ca trasi dintra li casi pi cunnurtari lu chiantu.Ammanittati li morti si criditi.

  • malacarne  Il aprile 6, 2004 alle 9:02 PM

    tolta la musichetta , hai ragione Benzina, Tubular bells in ufficio potrebbe essere mal vista, troppo intellettuale ehehehe reg lu ventu e li morti nun si ponnu firmari, speriamo non soffino contro di noi. … wildboy, Il fatto è che la sua felicità non si può vedere , solo condividere 1982, grazie x il fratellino;) devo leggermi il tuo blog con attenzione credo sia un progetto molto interessante… amletuccio BINGO! hai trovato la chiave che apre il post ;)) che si capisce solo dopo aver letto il frammento che hai riportato, mi sa;))

  • polemiko  Il aprile 6, 2004 alle 10:14 PM

    … io l’ho letto ancora con la musica in sottofondo, e mi è piaciuto, comunque… de gustibus (non leggo mai blogs in ufficio, preferisco un ambiente familiare per la gente che stimo…).
    Mi hai fatto venire in mente una delle poesie più belle che conosca, chissà se ce l’avevi in mente anche tu:
    “Pour soulever un poids si lourd,
    Sisyphe, il faudrait ton courage!
    Bien qu’on ait du coer a l’ouvrage,
    L’Art est long et le Temps est court.
    …”
    [ Le Guignon – Baudelaire ]

    Un Sisifo felice è artefice del suo destino.

  • regulus21  Il aprile 7, 2004 alle 1:58 am

    Polemiko, permettimi: un Sisifo artefice del suo destino è felice.

  • malacarne  Il aprile 7, 2004 alle 2:23 PM

    Pol potrebbe essere una fonte implicita, les fleurs du mal li ho letti molto tempo fa, e il Tempo (di un uomo) è breve , mentre l’Arte è lunga quanto l’umanità, per questo si cita continuamente, credo, non si può arrivare a dire tutto, meglio intrecciare riferimenti continui, per estendere la nostra durata, le fonti sono come estensioni contribuiscono a formare una cattedrale , anche quando si è solo un pinnacolo;) . Ho letto da qualche parte che anche Baudelaire citava continuamente, che per un solo sonetto a volte vi erano anche tre-quattro fonti (ricordo solo Poe , ma ce ne sono di altri meno conosciuti). Questo non inficia né l’originalità né la sincerità di quel che dice. La vie parisienne è vissuta in prima persona fra postriboli e miseria, ma Baudealire ha la sua cultura e sensibilità che gli fa cogliere i fiori anche dal male, se ho capito bene;))

  • malacarne  Il aprile 7, 2004 alle 2:43 PM

    reg sarebbe certo meglio che sisifo fosse artefice del suo destino , sarebbe PIU’ felice, ma credo che Camus dia ragione a Polemico, se la condizione umana (destino se vi piace) è ineluttabile, allora la si può vedere come una condanna divina o accettarla dimenticando gli dei e affrontandola “virilmente” ( Sisifo insegna la fedeltà superiore, che nega gli dei e solleva i macigni, Pensandosi Felice anche solo nel rotolare una pietra ) Pensarsi quale un Essere felice potrebbe risultare uno schiaffo dato al “destino”, pensandosi felice nel rotolare la pietra è come se avessi scelto quel ruolo, alla fine non ricordi più se lo hai scelto o se era una condanna, sei artefice del tuo destino Perchè sei felice. (sembra così facile adesso, perchè ci ho messo tutta la mia vita fino a ieri per capirlo?)

  • wilDBoy  Il aprile 7, 2004 alle 6:54 PM

    Insomma, come dire condanna o scelta poco importa, se sono (meglio: mi convinco di essere) felice. Il problema è che spesso è assai più facile convincersi di essere infelici quando non ci sono motivi per esserlo piuttosto che il contrario….

  • regulus21  Il aprile 9, 2004 alle 2:19 am

    Hai detto: sembra così facile adesso, perchè ci ho messo tutta la mia vita fino a ieri per capirlo?Chiedo: e come mai proprio fino a ieri?

  • neuronipalpitanti  Il aprile 9, 2004 alle 2:47 PM

    auguri di serenità e concordia a te ed ai tuoi cari.

  • malacarne  Il aprile 9, 2004 alle 3:48 PM

    Reg, qualcosa è successo, l’ho registrata sull’agenda…ma in versi (animali) , quindi mi vergogno a postarla… NePal, l’altra volta ne parlavo con un ragazzo che si sta accostando alle dottrine orientali (ed è laureato in filosofia) , mi diceva che non si esce dalla cultura di origine neanche volendo passata una certa età (diciamo i 10 anni) , credo abbia ragione se un buddista fa gli auguri ad un agnostico e l’agnostico li accetta e si sente contento che l’altro glieli abbia fatti…;). wildboy, secondo me se ti convinci di essere felice la condanna può diventare una scelta (certo stiamo parlando in generale di accettazione Attiva, non passiva della condizione mortale dell’uomo, non parlo di accettare passivamente i singoli eventi minuti e molesti…)

  • regulus21  Il aprile 9, 2004 alle 5:15 PM

    Abbaia pure, se vuoi, grugnisci… parlo per me, almeno: sono qui per questo.Adoro quando mi chiami/ano reg, mi ricorda i tempi della “terapia intensiva a base di IRCnet” :)))

  • anonimo  Il aprile 9, 2004 alle 5:26 PM

    malacarne, hermanito, c’è una sola cosa che dà la sensazione di aver capito tutto da un giorno all’altro e che fa sentire felice anche sisifo, confessa: ti sei innamorato! scherzo (?)gli auguri oggi non sono strettamente legati alle ricorrenze religiose, ma le ricorrenze diventano un pretesto per farli, un modo per esprimere affetto, o meglio voler bene (desiderare il bene dell’altro). potremo anche ricordare che la pasqua in origine era la festa della primavera, cioè del risveglio/rinascita della natura.il discorso dell’imprinting culturale che segnerebbe le persone fino ai 10 anni è molto interessante, io lo trovo vero in parte (nel mio caso senz’altro, e tu sai a cosa mi riferisco), ma non un valore assoluto. forse è anche il mio imprinting che mi impedisce di fare auguri nelle ricorrenze, quindi mi limito a salutarti. ciao!

  • wilDBoy  Il aprile 10, 2004 alle 9:20 am

    Peccato che ti vergogni… Personalmente avrei trovato interessante, magari illuminante, osservare la riflessione che ti ha fatto maturare quest’idea… E credo che anche tutti gli altri Sìsifo i quali vivono la vita come condanna siano interessati a capire meglio… Un abbraccio. Leo

  • malacarne  Il aprile 10, 2004 alle 1:23 PM

    amara non credo che l’innamoramento possa essere dirimente al punto da spostare la prospettiva da cui guardo il mondo…

  • malacarne  Il aprile 10, 2004 alle 2:28 PM

    per gli amanti dell’orror …una poesia d’amore (???) eheehhe (comunque questo commento si autodistruggerà entro domani è troppo vergognoso scrivere ste cose, ci ho na dignità…):
    eravamo fratelli ricordi?
    sospiri nel guizzo impreciso
    di muscoli costole e sterno
    laddove le mani dimorano:
    eravamo fratelli all’inferno.
    sorridi, nel ghigno deciso
    del tuo labbro già cinto di spine
    sulla guancia i contorni , la traccia
    che denuncia il passare dei giorni alberi e tempio e tornanti
    le tue gambe sorreggono aurore
    nell’amplesso che sfuma i misteri
    e che intreccia i corpi gemelli
    Sventriamo i tramonti con braccia
    di ponti e mani di lame
    nocche di chiodi , pugni di cemento,
    seme di coltelli e sangue di nodi
    infetto d’alba.
    siamo belli d’abisso:
    il firmamento ha sete
    ha sete di noi.
    ingoia.
    nell’ora in cui sgorghiamo a concimare stelle
    quanta quiete.
    quanta
    quiete.
    senti?
    quando respira il vento .
    Restare muti, sgomenti,
    a contemplare il vuoto universale.
    Nelle tue dita
    il sale
    sanguinano sigarette, umori di erba strappata al mattino
    verde-blu verde-promessa verdastra come le zolle
    molle di fango . Ascoltami.
    ascoltami
    respira,
    gira la lama al coltello girala in fondo e
    ancora .
    nell’odore di sangue e umori di terra bagnata e fragrante fra dita
    di polvere e morte
    ascoltami hai vinto la sorte.
    io ti ho riconosciuto: mio fratello.
    che parola terribile
    fratello,
    assassino.
    fratello,
    accoglimi – dice – frugando il pattume del cuore
    raccoglimi,
    svernami fai di me lo strumento della tua crocifissione,
    Caino l’uno per l’altro, Giuda e guida
    in un fango di luce nera,
    risorgimi ,
    inalbami di cielo stanco , tu padrone e schiavo tu padre
    figlio e dio legato alla catena fuoco in vena in vena
    in
    strappami al sonno del cielo infetto.
    perché sono perfetto come l’apocalisse.
    trascinami muto e nudo
    su strade asfaltate di lame,
    cosparse di sale
    che portano al fondo abissale
    che portano al fondo abissale,
    dove l’inferno ha guarito il suo male con vene di catrame
    dove l’ inferno è tutto ricominciare tutto ricominciare

  • lysandracoridon  Il aprile 10, 2004 alle 2:55 PM

    Hai mangiato pesante?!

  • lysandracoridon  Il aprile 10, 2004 alle 3:06 PM

    Ma chi è ‘sto Sisifo? Che ignorante di cacca che sono. Adesso vado a studiare, così potrò capire qualcosa di questo post e di tutti i commenti.

  • lysandracoridon  Il aprile 10, 2004 alle 3:24 PM

    Ok, mi sono informata. La mia domanda sarà stupida ma, perchè Sisifo non ha mandato affanculo gli dei, non si è seduto sul masso, e non ha aspettato una loro diversa reazione? Perchè vivere nel tormento, quando si è consapevoli che nulla mai potrà cambiare? Chiamiamo pazzi i suicìdi, senza accorgerci che sono loro i più lucidi e che, forse, è preferibile la liberazione nella morte che un’ eterna sofferenza nella consapevolezza che nulla mai migliorerà.

  • regulus21  Il aprile 10, 2004 alle 3:55 PM

    Mmmm, Caparezza ti fa una pippa! Hai mai pensato di proporti come freestyler? :)))YO! BRADA N SISTA! MALAFRISTA 2 U!!!! :))))))

  • regulus21  Il aprile 10, 2004 alle 5:28 PM

    Appropo’, gioiatesorocuoreamore (quando il diavolo accarezza…), mi tradurresti “addifinirivi li garruna” e “ummiri” in italiano?Grazie!

  • wilDBoy  Il aprile 11, 2004 alle 1:36 PM

    Vedo qualcosa in più, adesso. L’intensità della luce è aumentata, i contorni sempre sfuocati, ma le sensazioni aumentano la propria consistenza, assumono odori più decisi… Ed ecco, continuo a farmi strada in quelle crepe, sempre più come un bambino entrato di soppiatto in un luogo sconosciuto, affascinato da ciò che di nuovo e diverso riesco a percepire…

  • GEMMAAMMEG  Il aprile 11, 2004 alle 5:26 PM

    w-a-o

  • malacarne  Il aprile 11, 2004 alle 5:34 PM

    Lys , se Sisifo rinuncia alla sua condanna e aspetta la reazione degli dei , riafferma la supremazia degli dei, la ribellione , come la trasgressione riafferma la Legge, la norma. Maettiamo il caso che che lui si “fosse ribellato” e, seduto sulla pietra avesse atteso la reazione divina. E se gli dei non si fossero fatti vivi o fossero morti? Avrebbe atteso all’infinito, convinto che quella fosse la sua scelta e si sarebbe sentito felice magari della sua ribellione. E invece l’attesa infinita seduto sulla pietra è proprio la condanna che gli dei hanno deciso per lui. Cos’è cambiato per Sisifo? che si è visto felice perché ha scelto. Magari un giorno si stanca di attendere e rotola la pietra. Nel mondo cè chi si ribella alla sua pietra, chi si siede e aspetta un’altra punizione e chi invece la rotola passivamente. Poi un giorno ti accorgi che sia che tu la rotoli la pietra , sia che tu ti ribelli e faccia altro sia infine che tu ti sieda , alla fine la pietra ti ricoprirà: sarà sepolcro. E allora? Meglio pensare che la pietra ti faccia felice , fare in modo che la tua condanna sia una scelta. Non credo affatto che il suicidio sia una via di allontanamento dalla vita, ma un modo per riaffermare la volontà , estendere lo spazio della vita fino alla morte, contaminare la vita di morte e viceversa (contrariamente al postulato epicureo: non avere paura di morire , perché è un’esperienza che non puo fare: quando tu ci sei lei, la morte, non c’è , e se c’è lei non ci sei tu) non c’è possibilità di incontrare la Morte per un uomo ma il morire è in agguato; il suicidio ti allontana dalla vera Morte, dalla sua essenza: l’essenza della morte è la sua imponderabilità , incontrollabilità , la potenza su cui non si può agire, chi si toglie la vita compie un atto ridicolo, perché per paura della vera Morte, l’imponderabile, abbraccia una finta morte a sua misura, a misura umana, si perde nella construzione di particolari , come procurarsi la morte, e ciò la rende un atto come cagare o sborrare, non mi pare una bella morte. Preferisco la morte tragica della fatalità , grandiosa perché sempre inattesa, in- attesa, e potente su cui non puoi nulla. Chi si dà la morte tradisce in qualche modo tutti gli uomini , perché mostra la rinuncia a scalare la vetta rotolando la pietra: questa è la condizione umana, ed io voglio vederla felice , voglio dirmi felice (e lo sono ) in quanto uomo. Reg, no che non mi metto a reppare, ma per chi mi hai preso, per una di quelle…? ma ci avete na fissa: uno vuole fare un miusical con Porno, l’altro un album rap , io preferisco prostituirmi a modo mio ;)) eheheh; ummira – ummiri significa Ombra, ombre , non ho capito l’altra cosa , credo significhi “ridefinire la caviglie” (garruna è una parola mai sentita a Palermo comunque , molte parole si sono perse (oggi sento dire cavigghi caviglie etc. in 2 parole : quando dici garruna stai usando la lingua siciliana, quando dici cavigghi stai usando un dialetto dell’italiano, ma è troppo lungo da spiegare…. wildboy stai parlando del cosoversificato sotto? domani comunque lo tolgo sto coso devo farlo leggere prima all’interessato (che tanto mica lo capisce, prima t’aiu nsignari l’italiani ehehe)…

  • regulus21  Il aprile 11, 2004 alle 7:43 PM

    Grazie, la tua gentilezza è proverbiale. E auguri di buona Pace 🙂

  • anonimo  Il aprile 12, 2004 alle 5:49 PM

    scrivi da dio.

  • polemiko  Il aprile 13, 2004 alle 10:40 PM

    Vedo che dal mito di Sisifo sei passato all’uomo in rivolta… Ci manca la caduta, che non ho mai letto ma mi sto apprestando, visto che ho qui sopra il “Bompianazzo” 😉

  • malacarne  Il aprile 14, 2004 alle 12:36 PM

    L’importante è non fare vincere la Peste 😉 …

  • malacarne  Il aprile 14, 2004 alle 12:38 PM

    Reg buona Pace è bellissimo, così ecumenico da includere pure gli atei 😉

  • lefty333boy  Il aprile 14, 2004 alle 11:20 PM

    Mi sbatte la sua erezione fra le chiappe. Vai piano dico , non la prendo da un bordello. correggi questo : il passeggino di un bmbo 😉

  • sonounamonella  Il aprile 15, 2004 alle 2:09 PM

    questo mi commento per ripeterti pubblicamente che ti amo… che sei bravo, che sei tanto bravo… sucandotelo con ardore molto ardore e… passione, molta passione….. ti amo

  • EnalayaDeNoir  Il aprile 15, 2004 alle 2:20 PM

    FoRsE qUaLcOsA cAmBiErÀ ora.

  • anonimo  Il aprile 29, 2005 alle 3:58 PM

    m

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