Archivi del mese: luglio 2004

così schizofrenico il cielo stamani – è sempre la luce amara obitoriale

quando mi sborro sul ventre abbronzato gli addominali tesi hanno un sussulto e mi amo così appassionatamente VERGINE da cadere in un pozzo d’acqua sì profonda da non vedere il mio riflesso_ solo il buio.

gemelli i miei capezzoli sono l’eclisse.

La prima luce al mattino vestito di apocalisse – stavo dentro questo sogno vurtuale a parlare con L’ALTERITA’

tutta gente che non esiste davvero, o non esiste tutto il tempo .

lo sai che non esisti? no? scusa il disturbo, non vorrei essere sgradevole, ma noi tutti non esistiamo – sappilo e trema

ieri (potrebbe essere stato ieri, invece era un’alttra notte) in viale – giro morto sempre uguale, a fine estate sarà scomparso: QUESTO ECCO è IL CANTO NOTTURNO DI UN VIALE CHE MUORE- il viale del tramonto della prostituzione- mi troverete su Gaydar come tutti fra un po’- siamo solo una schedina in vetrina- la collezione degli altri.

due tipi – poi diranno essere dell’under 21 del PALERMO IN SERIE A – bellissimo uno dei 2, mi dice.

sei un bel ragazzo, IMPOSTATO, le mie braccia muscolose lo rendono scettico: vai pure con le donne tu vero? – vuol esser rassicurato. Non puoi proprio pensare che se sono un maschio IMPOSTATO che “non si vede” non può che essere una ragione in più per non accontentarmi di una donna-

Gianfleur un giorno ad una coppia che passa e voleva fare in tre – orribile la moglie del tipo- : ” certo se fossi in un’isola deserta con una donna, non cercherei l’acqua, sempre meglio che niente, ma se si può scegliere?”

“NO rispondo, non vado nè donne nè altre specie animali, solo con uomini giovani e atletici”. dico a sti calciatori under 21 del Palermo-in-serie A- che ci stanno pure i pupazzi appesi col sombrero maglietta a strisce rosa-nero impiccati su lunghi fili che traversano le strade, però i pupazzi di Cattelan spaventavanmo i bambini, L’ARTE FA PAURA SOLO LA NEVROSI E BANALITà VINCE.

lui, il calciatore under 21 del palermo alè ohho prima resta interdetto, ma poi ride, è in imbarazzo per l’amico che non parla affatto , ma poi a salvarLi la madonna: spunta Daniela, che si è pure operata e loro a sbavare, dentro un buco morto di un ex uomo. Il fascino discreto delle operate DI 40 ANNI che poi si trovano alle 4 del mattino in giro ad abbordare “maschi” under 21 e darla via gratis – felici di essere donne autentiche troie- al-servizio-del-maschio-originale (quanti miraggi). Che poi alla fine dopo una vita di marchette di ogni tipo si ritrovano a stare con uno che potrebbe essere loro figlio – mi viene il vomi to a pensarlo – Appena vedo i due che cambiano tono, diventano educati, si scusano di aver detto una parolaccia davanti questa che per operarsi si è fatta sborrare in bocca dai camionari di mezza italia, io capisco che il danno non sono le donne che la danno ma la ipnosi del matriarcato e tutti gli edipi irrisolti. Giro il culo e me ne vado, li lascio con questo buco morto non originale.

il fatto è che devo semplicemente andare altrove dove vivere in un bel ghetto e non vedere più questi sotto-uomini servi della magna mater. Il fatto è che siamo semplicemente superiori – dice gianfranco.

nelle notti come queste – è quasi l’alba io comincio un sogno senza fine – forse un incubo.

L’homme aura Sodome, la femme Gomorre.

se solo tu venissi tribunale invisibile.

eccitazione , dentro un garofano reale, fra grumetti di letame,

questo spazio ti somiglia. la figlia dell’aria è muta.(chissenefrega)

il mio cazzo è una lunga spada di plastica blu.

dentro un frigorifero Bosh in miniatura.

̬ qui che voglio stare Рa schiarirmi le idee nuove di seconda mano

a rinfrescarmi i silenzi.

quando è stato detto tutto non resta ch’eccitare.

o tacere.

amarissima la luce del giorno.

(d’altronde fui ben presto convinto di trovarmi faccia faccia alla follia del giorno: anche la luce diventava pazza, il Tuo Regno è giunto, Lars von Trier).

ecco che riprende a parlare – anche se è stato già detto tutto, la carne è debole,

hélas.

poi la sua pornografia sentimentale, da telenovelas venezuelana, post-orgasmica cura all’altro. ci ha voglia di raccontarsi il ragazzo, di spiegare, di giungere a qualche:

“io sono sincero, mi piace essere me stesso”.

e suo padre e sua madre e la sorella , e poi i suoi tormenti amori della palermo bene con attico in centro , con villa a Mondello e multiproprietà, e tutti i suoi terribili segreti di pulcinella sgomentano e scandalizzano per la loro vacuità.

lo scioc della scoperta dell’amante di mammà – il figlio segreto del babbo. mio dio tremo di scandalo fino alle ossa.

lasciami fuori per favore, lasciami fuori dai tuoi turbamenti e dolori del giovin signore. lasciami fuori, io sono solo il mazzo di fiori davanti una lastra di marmo: i cadaveri sono tutti vostri.

io sono la notte.

dall’alto dei miei 15 anni di vita

(mala vita, non comincia con la nascita, ma quando inizia il disastro, ed il disastro comincia quando scrivi- cioè vivi- a partire dalla pedita dei tuoi valori e forse della nozione di valore),

dal basso dei miei 15 anni di morte

vorrei solo voltarmi dall’altro lato, trovare un angolo nel letto il più distante possibile dal suo corpo-morto

lasciami lo spazio di essere solo

io voglio essere solo perché soltanto da solo non soffro la solitudine diessere al mondo in esilio.

Io sono un ragazzo sincero, mi dice, sono sempre me stesso.

– non essere indiscreto, per favore, gli rispondo.

– vorrei che lasciassi la tua sincerità ed autenticità ad altri, in dono.

essere se stessi è così inutile e falso, si è se stessi quando non si è abbastanza dio da essere tutti, il chè è un modo presuntuoso è psicopatico di dire che in fondo io sono niente; un modo complicato di dire che non sono.

in fondo se fossi me stesso ora ti ficcherei un pugnale nelle viscere.

epatoscopie e lettura degli astri come se il futuro esistesse.

se fossi me stesso assemblerei le macerie del giorno per farne un crepuscolo immenso , e notti tutte screziate di aurore.

se fossi me stesso adesso scaglierei tutti i sassi della terra nel mare per fare ponti che portino agli abissi.

se fossi me stesso scaverei il sole per saperne l’essenza volatile e folle.

se fossi me stesso sarei ciò che sono. un dio, cioè come sempre un miente, un infinito Addio.

e poi il tipo vuole me – sono le ore 01.35 e tutto va bene.

verso sudore su di una schiena stretta e quando riemergo dal fondo dell’abitacolo mieloso di odore appannatto sul cristallo,sono nell’aria tiepida che si incupisce. (fra un poco pioverà già vedo i lampi)

Alessandro lo zingaro che ha falsificato le carte per lavorare in un Puff in Belgium, ed ancora mi chiedo se in belgio si chiami Puff come in germania, e nel bordello faceva soldi- anche se poi i clienti non tornavano perché a lui si smoscia a incularsi un vecchio, e non la succhia perché lui è maschio-normale-che ci piacciono-le donne -originali, e poi gli spiego che “tu sei un ragazzo intelligente, fraté dovresti capirlo da solo che se comunque ti diventa duro sia col maschio che con la donna sei Bisex, cioè un supermaschio.

questo gli piace- questo gli si confà, questo si addice alla sua idea di sé di seconda mano.

e poi più tardi, neanche troppo tardi , sono appena le

ore 02.17 minuti e una sequela incalzante di secondi che non appaiono xò sul display del mio uccellulare hi-fi-nokkia che fa pure le foto (quello con la couverture trasparente e mascherine intercambiabili che non capisco chi minchia ci ha sta voglia e sta pazienza).

e sbuca il baby-carabiniere Marco, che Gianfleur-de la foret-et delamer-aussi dice “meglio evitare che è spostatissimo”, e quello esordisce: hanno ammazzato uno alla Favorita , un signore alto bianco di 32 anni (bianco?), dalle prime battute riconosci il fosco nel cervello (quasi sempre made in U.S.A).

e poi mi intavola una conversazione di quella volta – ieri?- in cui il carabiniere gli ha puntato la pistola alla nuca e lui era “innocente” e poi sto tipo l’hanno “spogliato” ed ora fa il muratore per abuso di potere (sic), e quell’altra che due scopavano in acqua e lui chiama la guardia di finanza (!) che è atto oscenico pubblico (sic) e quello (il finanziere)gli dice fatti i cazzi tuoi e lui: tu non conosci che non hai studiato le norme dell’arma della finanza e devi fare rispettare la legge.

cos’è la legge? chiedo

cos’è la legge.

(lui mi dice che un ragazzo di legge è un ragazzo che fa rispettare la legge nache da semplice cittadino)

[pauci difficiliora: le leggi imperative – mutevoli come il potere- emanazione diretta di questo, sono “legge del più forte” , nel segno della legge, la trasgressione la esalta e non lo ignora: la trasgressione esalta la legge perché trasgredendola la rende attiva : occorrerebbe non esercitare un diritto e rinunziando al suo appello anche la legge muore]

poi finisce che lui non ha manco la patente e me lo porto nella mia nuova auto (ho una nuova-panda azzurro-frizzante- come diceva la signorina della concessionaria) ; ovviamente non ha una lira, ha diciott’anni e farò gratis , non ha tutto il cervello a posto – lo si capisce subito ma l’entità del danno?) e mi fa: dovresti fare il fotomodello non stare in via libertà (ma un attimo dopo distrugge l’effetto gratificante asserendo che lo vuole fare anche lui, anzi, che dobbiamo andare a farlo insieme, e poi si mette il marsupio a tracollo e dice. corri corri: pigia il pulsante del triangolo e pensa sia il lampeggiante della volante e dice collega insegui quell’auto sospetta ed è proprio fuori come la santa rosalia in processione- la Peste su di VOI E SU FILIBERTO DI SAVOIA CHE NEL 1624 FECE ENTRARE LA NAVE nel porto di palermo coi doni dei mori e con essi i bacilli del morbo.

io voglio solo portarlo a trasgredire le leggi – quelle che suo padre sbirro gli ha incul_ato , e difatti dopo un po’ trovo un posto così “agnuniato” e tranquillo che si spoglia tutto oscenico-pubblico e scopro un cazzo enorme e sempre duro ( è praticamente solo attivo ma penso che lavorandoci un po’ riuscirò ad aprirgli il culo abbastanza da fargli uscire la legge- dunque la follia- ma dopo tre ore niente da fare-

ore 05.49, ho sborrato tre volte, lui neanche una e ce l’ha ancora duro (saranno i farmaci che prende? li voglio anch’io! un cazzo così ed il priapismo sono pagati a peso d’oro- dovrei portarmelo a berlino – credo che si farebbero picciuluna con un esemplare simile, mi bacia, dice che già si è affezionato, che vuole il mio numero (oggi non ha ancora chiamato, la cosa divertente è che non vedo differenza fra il modo di comportarsi dei sani : mi piaci , mettiamoci insieme non andare in viale a battere; e quello di questi allegri psicopatici: mi piaci , voglio fare solo con te, non devi frequentare Gianfrancesco.

(gianfleur de la foret et de la mer aussi, chi ha occhi per vedere il tuo trionfo segreto?).

eppure tutto ciò è solo dimora di vento: mentre scopiamo scoppia il temporale, un acquazzone estivo, come nei film- sono entrato anch’io in questo Porno e la sua trama essenziale mi avvolge morbida come morbo (LA PESTE SU DI VOI E SULLE VOSTRE LEGGI FIGLIE DELLA FOLLIA DEL GIORNO)

quelli che sono carabinieri e dicono di essere ragionieri quando passano a puttane, e quelli che fanno i commercialisti e dicono di essere parrucchieri , e i trasformisti che fanno le cartomanti non le prostitute, e i preti che dicono di essere insegnanti , infine sto psicopatico figlio di un carabbiniere che dice di essere carabiniere e invece è stato magari sei mesi in qualche clinica psichiatrica.

vedo i lampi e la pioggia monda il monda , santa rosalia facci la grazia: LA PESTE SU PALERMO E SOPRA IL MONDO, E STAVOLATA DISTRUGGA ANCHE LE LEGGI (le leggi che divengono più rigide in caso di epidemia. divieto di mobilità, uccisione di tutti gli animali randagi, condanna a morte di vagabondi- untori, quarantene , coprifuoco, manicomi e lazzareti)

se tu venissi tribunale invisibile spargeresti la pesti ovunque in nome dell’abolizione della legge e del sopruso dell’uomo sull’uomo.

com’è bella quest’alba del mondo: speriamo sia il tramonto.

[3man12#parole 9lle guardami io 3mo c 6 questo Hde?]

cimento dell’armonia

esist’ in quanto

flauto di vento arpa fra le lenzuola animate volteggianti arpie tese al sole in battaglia al Mezzogiorno

impazzito

tutte le case bianche

terrazzate di gerani e basilico e lingue di suocera

i pizzi amidati alla sposa

le sottane pudiche

i fazzoletti neri le donne dei paesi

dietro l’uscio

questo Hde

questo è

questo mi si confà

nel giorno adolescente

un dio polluto attende e miete

avrei dovuto credere alle nubi

s sanno

i limoni lontani capezzoluti

verdi come la sete

come non esserci

semino nero sul greto

mani bambine su diari di scuola

sulle pagine di fine anno

non esserci che per la parte del fuoco

la lenta armonia del giorno

sui marciapiedi sul selciato

sul greto sulla messe

molle

di luce tremula

senza ritorno

disfo ricamo

penepole rotolo

sisifo disfo

rotolo

odisseo

tutte le albe

e tutto mi conviene

o x lo –

ascolto ancora e sempre

un canto di sirene

bianca di calce e lapide

anche la luce è folle

non fui mai

così contemporaneo:

non S-rci che x la parte

del fuoco.

cadrei in ginocchio a mangiare le zolle

sotto l’occhio del cielo

incendiato

e lei mi appare – mai vista prima- vietata come una bambola di porcellana sul sofà di una vecchia dama di carità– esile e diafana come la fame, rosso impossibile la sua tinta di capello corto e sfrangiato à la garçon.

se ti vedono le travestite ti scannano- le dico-

ma lei tira dritto e col suo pantalone bianco fasciante tipo domopak ma di lino, sgattaiola fra i motori e dice dietro la spalla: e che fa sei tu che lo dici?!

aria di sfida e sfregio, ma si apposta su di una delle motorette ammucchiate all’angolo della traversa che congiunge via Libertà a via daita, dove c’è il cellulare dei carramba di scorta ad un magistrato.

lo dici tu? la scanno a sta troietta impupata.

ma poi vado via per i cazzi miei e mi faccio un due clienti-

più tardi lei sul motore, passo e le porgo una sigaretta a freddo, lei esita, la prende e mi dice: graqzie.

poco fa mi hai risposto male, io non ti ho mai vista qua chi ti ha lanciato?

io sono antica! mi dice, batto da anni, manco io ti ho visto mai.

è che batto poco a patti e condizioni, mi risponde- le travestite lo sanno.

patto e condizioni che vorrà dire che paga la piazza quando scende in strada- alla camilla o alla gioacchina?

lei non risponde a questo e a me mi fotte un cazzo.

passa un auto coi soliti froci repressi che gridano: finocchi!

ed io le dico: tutte finocchie stasera in giro.

e lei: con me vengono solo maschi eteri.

come?

solo maschi con me vengono: io sono lo sfogo sessuale del maschio.

avrebbero dovuto ucciderla da bambina.

ecco una che crede ancora alle favole.

se si eccitano con te non sono etero, le dico, l’etero non esiste.

ma neanche mi toccano! non si permettono…

ho due opzioni.

1) la massacro di calci.

2) la lascio nella sua ipnosi epidemica.

sono troppo crudele. preferisco che impazzisca lentamente nella sua fede bastarda nell’eterosessualità

poverà scimmia.

e me ne vado.

* scendiamo a valle

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pornocuore\

abbiamo occhi fissi|

ai nostri abissi.

erbiti di parole]

*in forma di fi*re.

*e andiamo andiamo a valle – dittografie- fortisssimamente valle-

*c°me misteri sci°lti sveliam° i n°stri v°lti veri:

>em/<

>br<style!

-sfregi nell’aria (io sono niente, non credermi,iosonosonnononcredermiosognochesono

invece.

oppure

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or empty like my heart]

*ogni singola ora in cui appare miracolata estatica di riverberi come fosse neofita DELLA LUCE e dice e parla e pronuncia il suo segreto:

chesonolaparolaveroscuritàedilsilenziodacuioriginecuiritorna

* sono catena di fiato .

nonsono niente-altro

sono catena di fiato >em!<

-ignari su versanti opposti del colle- fortissimamente colle-

il nostro reato è essere TROPPO PER ESSERE UNO SOLTANTO

(nessuno perdona l’ essere vivi)

+ stregato l’alone di luna fermenta le vene al chiarir del notte.

(eppure nessuno perdona

che

siamo

vivi= a target=style!