esterno notte.

palermo. Ora.

alberi infiniti in prospettive irreali, scenari di buio.

siedo sopra la panca nel parco della Favorita. aspetto Gianfranco e che venga l’ora di scendere in viale, sono ancora le 23.50 e tutto tace.

come un furetto un ragazzino quidicenne si proietta nella mia visuale, si piazza accanto a me e non dice.

solo quando è accanto chiedo come va e lo riconosco.

è uno delle ciuaua, zio e nipote di una di quelle famiglie palermitane in cui lo zio 26enne ha un nipote di 28 anni che fa il travestito. storie di tutti i giorni.

il tipo , sul metro e un cazzo (il suo cazzo mi dicono è di trenta centimetri), dimostra 15 anni anche in viso e sta piangendo. temo.

che ti capita? ma lui non mi ha riconsociuto, non batte in viale da tre- quattro anni credo, pensavo facesse il trans a Firenze.

invece. la realtà è trash come innamorarsi del vicino di casa operaio appena divorziato.

Ho litigato col mio picciotto. risponde e piange imbarazzante, continua a non riconoscermi , anzi a non vedermi.

in realtà io e lui non siamo lì, lui è nel chiuso di una stanza col suo picciotto, ovunque vada la stanza dell’amore lo accompanga. Io sono il lavabo onde versar lagrime sacre dell’amor c’a nullo amato amar perdona.

roba da resuscitare.

non uscirà mai più dal pozzonnero dell’ammor? mi chiedo e vedo che da lontano un’altra furia si avvicina.

si accosta e mi guarda come fossi una sega elettrica appoggiata sulla panca, un castello di chiodi , cosa minacciosa senz’anima.

il ciuaua, volto 15enne fra le mani singhiozza, e l’altro, stempiato faccia da cadavere biondo-sporco, occhi bovini che nell’ombra del parco anche a questa distanza non hanno un vero colore ma un presentimento di nocciola.

e ma tu che chiafa dhe ci ci cocò ttino, bofonchia incomprensibile e forse etilico e cifrato, la lingua amena dell’amor.

io prendo e chiedo : è lui il tuo ragazzo?

e quello non mi guarda davvero e non risponde, un po’ preoccupato come se avesse sentito solo il rumore di una sega elettrica incautamente abbandonata in funzione.

sono l’oggetto bizzarro minace proiettato dalla Tua anima (sappilo e trema oppure sappilo e godi).

li lascio al loro cannibalismo . e dopo un po’ vagando fra tavoli in cerca di Gianfleur o di uno che mi piaccia , li sento che urlano entrambi.

“ma è solo un’amica di mia madre, ci ha 50anni” fa il biondo -sporco stempiato con faccia che ora con un rapido riflesso di fari vedo un po’ ranocchiesca, non devi essere geloso.

e l’altro, il ciuaua che pare 15enne e ne ha almeno 26 , a gridargli, sugnu gilusu che mali c’è,

TI AMO.

iotiamo!

credo che la sua voce abbia squillato così forte che tutti i froci del parco per un istante si saranno fermati e trattenuto il fiato. e sospirato.

al tempo dei dolci desir.

mi siedo a seguire anch’io la puntata, è la cosa più divertente del parco stasera, a parte la Madonna del Pompino

(pubblicità):

La madonna del Pompino Inginocchiata: pur non essendo gay , ma solo uno che la ragazza abbandò,cruda dama, core coriaceo, ahilasso, si inginocchia accanto un albero e la succhia e chiunque se la esca davanti a lui.

ieri ha fatto strage, almeno dieci cazzi ah ingoiato.

la madonna del pompino.

ahilasso dolorosa.

La telenovelas riinizia, se ho ben capito in questa puntata il Ciuaua e il suo picciotto Biondo-sporco sono andati a muovere il culo seguendo la musica di Paola e Chiara al Gorky (soldi buttati, discoteca di merda). Il biondo- sporco ha incontrato st’amica di sua madre (sic) e si è messo a parlare con lei affettuosamente.

Il ciuaua – che afferma “u sacciu ca a ttia i fimmini ti piacciono”, temendo una ricaduta del picciotto nella passata eterosessualità (il biondo-sporco è divorziato), si è ingelosito ed è scappato via dal gorky (a piedi? con un passaggio?) è arrivato in favorita, ed appresso a lui il suo ragazzo biondo-sporco “eri-etero” (sic). si allontanano uno dall’altro urlando. lasciami in pace, lo ciuaua lo schiaffeggia e se ne va, il biondo-etero sbraita – io appollaiato su un trespolo di legno dove spesso vado a fare addominali , chiudo un occhio sulla nullità e registro tutto – poi barcollando il biondo-sporco-etero si abbraccia ad un albero per tenersi e sembra la tosca , e sta per morire, O Medea o Dido, oh Anna soror me morior, e si trascina lo strascico che qui è di corteccia.

pubblicità:

Marco, il baby-carabbiniere passa di lì zaino enorme di libri in spalla (sono le ore 01.05 della notte), ed ha perdippiù oggi un bidone da 30 litri vuoto in mano. il suo revolver.

che cazzo devi fa co sto bidone? chiedo.

niente devo riempire l’acqua.

mi chiedo come vorrebbe arrivare dalla Favorita a casa sua, con un bidone da 30 l pieno d’acqua, fino a casa sua, che sta al Villaggio Ruffini.

poi si avvicina una vecchia e siccome io non lo caco di striscio a sto malato, e gli ho detto che non gli darò il passagggio a casa con o senza bidone, va colla vecchia e mentre si allontana sento che le dice: lo devo riempire di benzina, devo dare fuoco a uno.

la vecchia finocchia ha il culo tutto bagnato, lo so, ha più di 50 anni e dopo i 48 ogni checca comincia a sognare Pilosi.

e sognandolo polliscono. la croce brucia nel petto delle froce. se dio fosse e fosse buono le avrebbe fatte tutte atee.

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Commenti

  • lysandracoridon  Il agosto 7, 2004 alle 11:07 PM

    Ciuaua e biondo sporco mi ricordano i due dementi che c’erano al pub dove lavoravo. Ho sentito che sei livido di botte. Vado a leggere i post precedenti per farmi un’idea (ancora senza connessione, ma mi sfogo per bene in questi giorni di ritorno all’ovile). Leggerti è sempre come tornare a casa. Buona notte 🙂

  • regulus21  Il agosto 8, 2004 alle 2:20 am

    Al ciuaua, invece che darglieli in altezza, la Natura gli ha fornito centimetri in lunghezza?! 🙂

  • malacarne  Il agosto 9, 2004 alle 3:32 am

    reg esatto:)
    ciao lys ,sì ho ancora i lividi,ma non ho spiegato ancora l’aggaddo(cioè il litigio),appena scompaioo spiego come è andata…notte

  • Trisciale  Il agosto 9, 2004 alle 11:40 am

    Ho trovato oggi il tuo blog… Grazie per avermi “rapito” ^_^

  • regulus21  Il agosto 9, 2004 alle 3:34 PM

    Ahahah, la mitica regola della “L” 🙂

  • anonimo  Il agosto 9, 2004 alle 6:36 PM

    leggerti è sempre bello. un modo di aprire gli occhi. dipingi il mondo sempre bello. ami. questa è la verità.

  • LucaPazzo  Il agosto 9, 2004 alle 7:59 PM

    oggi si lo farò, lasciarti un commento dico, sarà la prima volta e spero che non sarà l’ultima, alcuni giorni fa avevo scritto:

    <> … BACI

  • LucaPazzo  Il agosto 9, 2004 alle 8:02 PM

    ecco quello che avevo scritto:

    Ieri è stato leggendo come un pazzo tutti i post del blog di Malacarne [Porno], mi sembra un bel romanzo incompleto e inconcluso e tristissimo. No so cosa mi accadono con questo blog, non ho potuto lasciare un commento mai, nel senzo che c’è tanto dolore, tanta infelicità, in quello che leggo che non so cosa mi sucede ma resto senza parole, piangendo come uno stupido e finalmente non posso lasciare il comento che vorrei per dire tutto quello mi ha fatto sentire leggendo le sue parole… Qusto mi sucede spesso con altri blog, ma almeno posso scrivere quello di “Non ho parole!, ecc…”, con [Porno] non posso farlo.

    Baci

  • Screenwriter  Il agosto 10, 2004 alle 9:12 PM

    La dritta via era smarrita!
    Ahilasso…
    Leggere significa suicidarsi. Scrivere è come volerlo fare più volte.

  • Druxia  Il agosto 11, 2004 alle 4:33 PM

    belle parole..anche se non gli trovo giusta locazione nella mia mente…per quanto dubito ce ne sia bisogno .. in fondo .. niente è giusto o sbagliato ..

  • malacarne  Il agosto 12, 2004 alle 1:44 PM

    nel frattempo….
    qualcuno mi ha capito, sto svanendo
    ascolto how to desappear completly (eppure so che non posso più morire)
    scrivere per avere diritto a morire.
    scrivere forse per potere morire contenti.
    (i legami con la vita sono già sciolti leggendo , vaghi in un intermondo fra vivi e morti . vero e falso e pensi di avere controllo su tutto, pensi che scrivi e tutto è in tuo potere , e vinvece ignori che scrivendo (io non lo ignorro più ormai, non mi inganno), hai perso il controllo su tutto e soprattutto su te stesso, divieni il tuo sogno e l’INCUBO SI AVVERA DI ESSERE SOLO LA COLLEZIONE DEI DESIDERI ALTRUI , OGGETTO riservato , prenotato collezionato, stuprato, spezzato, solo adesso, solo in disuso, ritorna vero e vivo, inutile come dio, come la vita, inutile come esserci anche in parte , anzi una parte in atmosfera, pulviscolo che gira in vortici nel fresco della sera.

  • bancomac  Il settembre 22, 2004 alle 11:43 am

    ‘Un emozione dall’inidentificabile origine’. Ecco cosa mi provoca leggerti… c’è ne fossero a perdere di vite così orgogliosamente ritrovate… grazie Signor. Malacarne

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