in viale, aspettiamo da tre ore.

un giro che non decolla, è agosto ed il viale da tempo ormai muore.

le travestite si accapigliano per niente, sono impazzite di fard e parrucche

tacchi troppo alti per le lunghe attese .

cifro di incanti la notte e con queste ultime parole

immerso nell’oscuro io chiamo qualcuno che venga a salvarmi,

e lo chiamo chiamando col mio vero nome marino.

je suis un marin et une putain.

dipingermi di niente essere normale.

io sono l’angelo della distruzione e aspetto il colpo di pistola novelle da raccontare, altri inganni e tremendi rimedi per l’anima che ha voglia di svanire nell’inessenziale.

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Commenti

  • orsarossa  Il agosto 13, 2004 alle 12:59 am

    ho letto tutto di te,proprio tutto.
    Questo e’ il post che piu’ mi ha toccato.
    perche’ qui sei sincero.
    chiedi aiuto.
    chiedi amore.
    semplicemente-direttamente-
    le parole belle-l’estetica del verbo-i fuochi d’artificio lasciati a riposo.
    per una volta
    nudo
    bambino amorevole di palermo.

  • regulus21  Il agosto 13, 2004 alle 3:00 am

    Anche nelle favole più belle l’eroe chiede aiuto. Figuriamoci nel brodo primordiale del viale.

    Statistica fuori luogo, ma sempre statistica è: nella Bibbia la locuzione “non temere” compare 365 volte. Una al giorno, si direbbe.

  • amarantide  Il agosto 13, 2004 alle 12:06 PM

    io che sei dio risorgimi
    se il viale muore si aprono altre strade alla fine dei venti, non solo quella del mercante d’armi.
    abbiamo ancora tutti tanto da vivere e tanto da raccontare.
    *

  • malacarne  Il agosto 13, 2004 alle 8:41 PM

    devo fare camminare mia nonna – mi dice – il fisioterapista non viene che due volte la settimana.
    pulisce il culo alla nonna insieme a sua sorella, perché la madre è in un beauty center da tremila euro la settimana.

    il fascino discreto della borghesia.
    (se solo tu venissi o tribunale invisibile).

    ma siccome la signora ha caldo quando rientra dal beauty center va nella villa a Mondello e lascia la propria madre 93 enne alla bontà dei nipoti.
    ovviamente la pensione e l’accompagnamento lo prende lei per comprare le cremine della helena Rubinstein.

    preghiamo: se solo tu venissi, o tribunale invisbile, spargeresti bacilli di peste bubbonica sui prodotti della collistar e della rubinstein e della…

    quando entro in cucina a prendermi un bicchiere d’acqua – fa come fossi a casa tua – mi dice l’amico mio che sta facendo camminare la nonna nel corridoio- mi imbatto nella sorella che sta sistemando nella dispensa della sua cucina iperattrezzata comprata da Barraja Cult design , una bottiglietta di succo di frutta piena di olio(?).
    poi saprò che lo ruba a csa della signora da cui va a fare la baby-sitter.

    il fascino economo-pidocchioso-ladresco della borghesia.

    mi prendo un bicchiere d’acqua dal frigo sfornitissimo, perchè la madre non fa la spesa per l’attico di Via Libertà, chi vuol mangiare deve seguirla a Mondello nella villa – salvo poi tornare a casa per occuparsi della nonna che non è trasportabile.

    preghiamo: se tu venissi o tribunale invisibile, faresti orfane e sterili donne come queste.

    la sorella getta dalla finestra della cucina nel cortile interno dei resti di uovo o simili, neanche si era accorta di me , poi dice: se lo lascio qua nella pattumiera stasera sarà pieno di scarafaggi.
    perché lo schiavo indiano non viene più nei mesi estivi, va nella villa a Mondello a pulire la figa della madre,
    se passo davanti la stanza della nonna vedo ogni sorta di parassiti che scorazzano. ma se chiamassi l’assistenza sociale verrebbero accecati dal multipropietà in sardegna , dai ttre appartamenti in centro e dalla villa , dai quadri di presunta arte e dai gioielli.

    nella cisterna dell’acqua del cortile interno hanno trovato topi morti, se ne accorsero quando un piccolo occhio putrido uscì dal rubinetti.

    preghiamo, perchè il flagello delle cavallette e degli insetti divorino le città ed i loro abitanti.

    quando esco dalla cucina col bicchiere d’acqua e torno nel salotto tra mobili d’epoca e quadri di guttuso, sento la sorella che dice: la mamma ha detto che agli ospiti devi dare l’acqua di rubinetto, altrimenti non ti restituisce i soldi degli scontrini.

    perché devono conservare tutti gli scontrini e poi lei vaglia se l’acqua era in offerta e se la spesa era opinata dà i soldi.
    il fascino economo-pidocchioso-avvelenatore della borghesia.

    preghiamo: perché i prezzi , come dice Berlusconi, si fanno con i piedi, bisogna imparare a risparmiare il centesimo per costruirsi le ville.
    bisogna imparare ad avvelenare la gente se ̬ il caso, bisogna credere per fede cieca alle sorti progressive delle finanze famigliare-mafioso Рed ogni famiglia ̬ una piccola mafia-
    se tu venissi o tribunale invisibile daresti loro il tiranno che meritano. uno che li affami e li porti fra le macerie e che torturi e stupri infili mani nei culi dei bambini per cercare petrolio
    E’ QUESTO IL MONDO DARK-ROOM CHE MERITATE

    si dice non esista americano adulto che non ricordi esattamente dove si trovasse il giorno in cui colpirono kennedy.
    oggi c’è un’altra data simbolo della morte della civiltà.
    so benissimo dove mi trovavo quel giorno, ero in un ufficio del Potere burocratico a postulare una pensione per mia madre.
    gli impiegati distratti neanche mi guardavano, c’era un via vai di notizie che passavano fra le scrivanie:
    una signora entra nell’ufficio e esclama: ne hanno colpita un’altra!
    che succede? fa mia madre preoccupata.
    hanno colpito dei grattacieli a new york con dei missili,
    ed io: finalmente , così capiscono cosa significa essere bombardati.
    era l’11 settembre
    come avessi spezzato l’incanto si misero ad ascoltarmi e mia madre il mese successivo ebbe la pensione.

    se solo tu venissi o tribunale invisibile, ogni giorno sarebbe l’undici settembre.

    Io vado a Bruxelles, gli dico, non ne posso più di questo posto, e lui mi dice : neanch’io, ma prima deve chiedere il budget mensile a mammà ed il placet dello psicoterapeuta – 80 euro a seduta.

    se tu venissi o tribunale invisibile li guariresti dalle nevrosi borghesi e daresti loro la fame.
    (ma nopi soffriamo di più mi disse un tipo in viale un giorno, perché uno povero pensa ai problemi pratici e non si preoccupa di altro, non ha la stessa sensibilità di uno che ha avuto una certa educazione, infatti certe malattie mentali sono più diffuse tra gente delle classi più abbienti)

    come ho fatto a non ucciderlo?
    il fatto è gran coglione figlio d puttana che se stai male di testa e sei povero vai in manicomio ,non in terapia.

    nel frattempo vaglio col suo portatile una serie di logements, se ci sono offre d’employ on line – cos’è un offre d’employ, cos’è un logements? mi chiede-
    perchè studiano solo il francese commerciale loro , ma poi lo dimenticano,

    preghiamo: perchè non sanno che solo la poesia rimane. il resto è noia e scontrini fiscali.

    in viale le cose vanno male, è il tempo che passa anche per me, ed è il tempo che muta e ingloba nel silenzio una città ed un’epoca. e ora si batte solo su gaydar.
    all’estero andrà meglio- mi dicono- sei più disteso abbordi di più.
    e poi come sempre la verità: non sei affatto più disteso, magari fai la fame e na vita da cane, ma all’estero somigli di più al fantasma dell’innocente rustico d’antan.

    perché ti vogliono animale, ti vogliono un po’ crudele e irresponsabile e maiale,
    ti vogliono commerciale, e meglio se non sai parlare, un bambolotto levigato per il loro sfintere.
    un bambolotto levigato per divaricare, non il coltello che gli si ficcherà nel cervello.
    NON IL COLTELLO CHE VI SI FICCHERA’ NEL CERVELLO.

  • malacarne  Il agosto 13, 2004 alle 8:51 PM

    Amara, questa è la parte che avevo censurato: è vero, cerco di essere cool, ma non sono cool, sono isterico:

  • amarantide  Il agosto 13, 2004 alle 9:10 PM

    per quello non riuscivo ad inserire il commento: lo avevi cancellato come post nel frattempo! il mio commento era +/- questo: e invece tu sarai il coltello, la lama affilata e lucente dei prossimi venti, ora che hai preso la parola anche nel tempio. lì dentro non ci sei entrato per sottometterti, ma per conquistare. per te, per i tuoi fratelli di strada e per tutti noi. così ti vogliamo, m!

  • regulus21  Il agosto 14, 2004 alle 1:37 am

    “La mia casa è il passo lento del treno
    lo stantuffo nero, fulgido in alto
    ne avrò da raccontarti al ritorno
    ne avrò da dirti sai amore mio e molto…
    la mia casa io la porto nel cuore
    come il mio primo amore
    la mia casa è dentro al mio cuore
    come il mio ultimo amore, sai.”

    La tua casa è dove lasci amore, non dove infilzi coltelli.
    E non mi rigirare la frittata con “mala more è come lo dio, e in nome di cosa noi parliamo, ecc. ecc.”, perché sai che non è la stessa cosa.

  • orsarossa  Il agosto 14, 2004 alle 11:03 am

    il tribunale invisibile gia’ ti ha assolto.
    per non aver commesso il fatto.
    tu eri il sommo giudice di te stesso.
    sei un uomo libero-lo sei sempre stato.

  • malacarne  Il agosto 14, 2004 alle 7:15 PM

    reg non lo so se il rpoblema è davvero l’amore, quel che mi è chiaro è che se ho censurato l’ultimo post -tutto quel che vedi nel commento- è perché ho percepito che l’odio era oltre lo-dio, che i coltelli stavano diventando il diletto del moralista in senso dogmatico, non dello scettico e del versucher.
    Non seguo l’etica del terrore (e le cose scritte sotto invece seguono quel filone lì: sputano sulle tombe in nome di una presunta idea di giustizia a mia immagine.
    il moralismo di crede di essere giudice non solo di se stesso- come dice orsarossa- ma anche del mondo e decide cosa farebbe il tribunale invisibile se venisse, quando sto bene nella mia testa, in genere non mi somiglia…

    ho lasciato solo la richiesta d’aiuto (miodio on pensavo di essernmi spinto tanto in…QUA, non mi ero reso conto) perché era l’unica cosa seria da fare.
    spero che la distanza da questa realtà dai suoi problemi, ed il confronto coi nuovi problemi e realtà a Bruxelles, mi guariscano un po’…e pensare che non avrei mai pensato di tornare in un posto in cui ho sofferto così tanto…

  • malacarne  Il agosto 15, 2004 alle 5:58 PM

    non si vede:(

  • malacarne  Il agosto 15, 2004 alle 6:02 PM

    che pazza sta http://www.sadoMarta.com

  • amarantide  Il agosto 15, 2004 alle 6:07 PM

    cancella l’errore! stai leggendo o ascoltando sadoMarta? ieri mi sono dimenticata di chiederti una cosa… la filastrocca!

  • Vallyna  Il agosto 18, 2004 alle 6:08 PM

    qualche giorno di vacanza, ho letto qualche libro e ho pensato a te. Hai letto i libri della Santacroce?

    se vuoi vengo a salvarti…ma non penso di esserne in grado e forse non ci si può mai salvare.

    “a salvarmi vieni a salvarmi bacia il colpevole se dice la verità”
    E io ti BACIO Malacarne, per la tua verità, per quello che metti nel commento, per quelo che ti sei pseudo-auto-censurato.

    p.s.ma sono davvero la “donna delle domande”?…domando anche quando affermo…mi ci devo inquadrare in questa prospettiva di me…..però, poi, penso che hai ragione…sì, cerco delle risposte in Te, da Te…perchè penso di avere molto da imparare da te, perchè se sei moralista e te ne rammarichi, mi piace il tuo modo di esserlo, la tua immagine e somiglianza.

    Buon viaggio.

  • regulus21  Il agosto 18, 2004 alle 8:44 PM

    Moralista, se deriva da “moralismo”, è dispregiativo.
    Non affibbierei quindi tutta la negatività di quell’aggettivo al caro Malacarne. In fondo ha detto solo la verità, come sappiamo.

  • orsarossa  Il agosto 19, 2004 alle 1:35 am

    ..ma come si fa a pensare a Malacarne..leggendo isabella santacroce ?
    non diciamo minchiate,per favore.

  • il_Coniglione  Il agosto 19, 2004 alle 3:08 am

    malacà, sempre prezioso. un po’ lungo ( da leggere intendo ) ma prezioso. in fede

    dott gran figl de putt Cav. Coniglione.

  • anonimo  Il agosto 20, 2004 alle 10:39 PM

    secondo me casa mia è dove amo e dove infilzo coltelli.

    scusa reg, ma malacarne si è censurato e ha giudicato negativamente la realtà (o, meglio, una sua parte): è moralismo? no, “moralismo” (perché ha detto la verità), quello che intende vallyna.

    e perché non posso pensare a malacarne leggendo la santacroce? c’è il bollino rosso?

    RANCID

  • Gloria_73  Il settembre 16, 2004 alle 10:51 am

    scrivi presto 🙂

  • anonimo  Il novembre 17, 2004 alle 9:11 PM

    nn ho potuto legger tuttoqll che hai scritto,almeno nn stasera, ma per qul poco che ho letto ne deduco he sei una persona intensa capace di adre e di esprimere molto, per se e per gli altri. forse anche io vorrei farlo cm fai tu…free..

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