Planare

e tutti i ritorni stridono, sotto le gomme, l’aereo plana sopra il bordo smozzicato a picco sul mare, precipita nel fluido, se solo chiudo gli occhi, amniotica Essa appare, 

punta raisi a picco sul mare, sotto il sole, la montagna assassina,

e quando il computerino di bordo che ci ha stressati alternando distanze quote a gadget dell’hlx (l’indispensabile portachiavi-aeroplanino , le infradito della flotta)allarma i suoi 45 gradi, inghiotto saliva e dico  eccomi.

                                                Palermo.

aspetto i bagagli fumando accanto alla porta a vetri che da’ sulla pista,

e’ tutto cosi’ giallo che ho voglia di evaporare.

Nico attende, io ho un déjà vu circolare e tutto cio’ che posso dire è

"a che punto e’ la tua notte?"

detto con altre parole.

esplodono foglie e rami e fiori dai balconi, Palermo geranio rosa, infinitamente muore nella sua estasi e stasi.

                                                               Exit

la sera usciamo "passamo all’exìt a vedere i froci",

 incontro la Panella, un po’ meno grasso gli dico, stai meglio, tanto per dire

Ma non ciò l’aidiesse ne’ la sifilide, mi annuncia- perche’ sai le froce qui sono pericolose e se dimagrisci cominciano a inciuciare la qualunque.

poi torna a battere davanti le auto posteggiate, scopre una tetta immaginaria dalla camicia aperta sul disastro di un rasoio, alcuni rincoglioniti si fermano passando con l’auto e schiamazzano e a quanto pare ora si batte lì

                                                      Gaetano Daita

 non ho mai saputo ne’ chiesto chi fosse, malgrado ogni notte,per anni abbia percorso la via a lui intitolata

pochi istanti fa ho scoperto chi era

povera patria.

via gaetano daita: la Grace vestita di rosso sbiadito calza espadrillas.

La Gae cerca un baffone cinquantenne qualsiasi da farsi gratis;

La Irene e’ ancora più grassa, non si fa allungare i capelli perche’ sua madre possa ancora chiamarla Giuvà.

Reduci del disastro.

                                                       Catania

al Pegaso estivo vado nei boschi, le checche strillano e si minacciano di farsi sfregio, giusto accanto il container della sborra, diciamo darkroom,

 strepitano per la minchia di qualche finto etero spappolato di marjiuana, lo stesso, forse, che mi ha chiesto: ciai na cartina?

e siccome io lo guardavo perplesso, mi ripete, come fossi straniero e mimando il gesto.

 per rullare, ciai ‘na cartiiina? 

ero perplesso perche’ pensavo che i ragazzi in Sicilia si dividono in due categorie:

le pazze che cercano i "maschi" e i "maschi" che cercano le cartine.

                                                      Taormina.

per accedere alle Rocce bianche si scalano scogli e ci si immerge fra le onde, si dovrebbero altrimenti attraversare i binari e poi scendere giu’ calandosi da un muro, una volta ci accedevano solo i gay

 appena arrivo al posto, sono le 9 del mattino, giusto il tempo di uscire dalla discoteca e incolonnarsi con le bestie di famiglie che partono all’alba della domenica anzichè vedersi la tv sti stronzi o dormire.

e appena arrivo scopro coppie etero e famiglie disposte a perdere un paio di figli, morti o feriti, pur di accedere all’ambita spiaggia gay, ormai morta.

Non so come sia avvenuto, eppure qui è successo:

l’omosessualità in Sicilia non esiste più,

  

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Commenti

  • amarantide  Il luglio 28, 2005 alle 12:59 am

    ero passata a chiederti di tornare anche qui 🙂

    ora ti leggo..

  • amarantide  Il luglio 28, 2005 alle 1:09 am

    forse non avresti dovuto andare via…

  • Iahve  Il luglio 28, 2005 alle 8:27 am

    è che sta assumendo forme strane, credo un po’ ovunque, non solo in sicilia. oggi son tutti moderni, tutti appaciati, tutti amici dei gay. ma poi in alto le mani: io non sono gay, sia chiaro. che ti vien voglia di ridergli in faccia e dirgli “mi stai sul cazzo, ma sul mio cazzo manco morto ti farei salire”. ma in fondo è tutto così bello, no? siamo tutti uguali, tutti felici, tutti gaii. abbiamo anche i fantastici cinque in tv che ci rifanno il look. che cosa pretendiamo di più?

  • anonimo  Il luglio 28, 2005 alle 12:19 PM

    Bè d’altronde avete voluto voi entrare nella cosìdetta “normalità“, voi vi volete sposare e risultare al mondo coppia “normale”.
    Vedi caro bastardo, una volta gay voleva dire senza regole nè schemi, essere assolutamente selvatico e libero. Meglio dire Pan che gay.E su questo so che sarai d’accordo. Poi sono arrivati quelli a cui la minchia nel culo non bastava più. E hanno preteso di essere anche identità. Ma Pan, se assume l’identità, allora diviene Apollo, bello quanto ti pare ma puppo.
    Non so caro bastardo. Già in passato ti ho invitato a scoprire Pan nella quotidianità…magari questa volta riesci a “sentirmi”….
    Maresole

  • klingsor  Il luglio 28, 2005 alle 3:13 PM

    io credo, maresole, di potermi permetter il lusso di un piccolo mondo in cui non esistono VOI e NOI; “LORO” si vogliono sposare etc, per cui avviene quella orrorifica trasformazione che tu descrivi sì vivacemente. Non parlo in nome del fratuzzo, che sa farlo bennissimo da se; in questo mondo virtuale questo lusso costa solo la connessione (nel mio caso a scrocco) ma il fastidio rimane. se volevi dare per inconfutabile senso di rispetto del VOI al fratuzzo (ah! ah!), ah, ops! mi scusoooo. altrimenti, mah, mi limito a sorridere su quelle citazioni che non tolgono banalità al tutto.
    senza rancore.
    poi torniamo nel mondo reale e LORO VOI NOI torna ad essere indispensabile, ma qui no.
    è superflua.
    come il tuo commento

  • orsarossa  Il luglio 28, 2005 alle 3:17 PM

    dici bene klingsor.

    un bacio mala:*

  • anonimo  Il luglio 28, 2005 alle 5:52 PM

    Caro klingsor, sono quelli come te a creare le divisioni. E sei pure ignorante, coem la tua fan Orsa, altrimenti sapresti che Pan, non ha identità, se non quella stessa generata da caos, che è ordine. L’ignoranza imperversa…

  • malacarne  Il luglio 28, 2005 alle 8:09 PM

    maresole, ammettiamo che l’identità muova dal caos che NON e’ ordine, l’ordine e’ il cosmos, come potrai confrontare su qualsiasi dizionario di greco ao forse anche sulla confezione dei tuoi cosmetici…, tutto il resto è noia, ne Abbiamo parlato molto spesso, io sono il primo a definirmi frocio e non gay, ho centinaia di post che parlano di questa voglia di non essere la copia di un etero. Ma pensi davvero che tutti i gay siano Pan Apolli? O pensi solo che siano Polli perche’ non te la ficcano?Non tutti i gay sono destinati ad una vita dionisiaca, e se uno vuole sposarsi e mettere le tendine alle finestre e pranzare a lume di candela per gli anniversari, dobbiamo essere io e te a decidere? Esattamente questo mi fa odiare molti sedicenti etero: questa ingerenza ingorda e morbosa e questa presunzione di sapere come e cosa è la omosessualità . Tra l’altro considerando che per me non esiste l’eterosessualità (nè l’omosessualità, ma solo una variegata sessualità), stiamo a parlare di minchiate. Cio’ non toglie che appena torno a Bruxelles mi sposo con una travestita, non vedo perche’ gli etero possano sposarsi un-a estracomunitario-a e farsi pagare 12mila euro- in cambio dei documenti- ed due uomini no…segue…

  • malacarne  Il luglio 28, 2005 alle 8:16 PM

    un abbraccio a tutti i malafratelli- peccato che non riesca a postare il testo con il fondo fatto da amaruccia.

  • lysandracoridon  Il luglio 28, 2005 alle 8:49 PM

    ciao fratello frocio 😉
    un bacetto :*

  • anonimo  Il luglio 28, 2005 alle 9:56 PM

    😉

  • anonimo  Il luglio 29, 2005 alle 9:25 am

    Finalmente una risposta dal malacarne in persona….olà che onore. Bè sulle scatolette dei cosmetici che non uso (sono troppo selvatica e strega) ho trovato due nomi: Castore e Polluce.
    I gemini, l’uno all’oposto dell’altro eppure dipendenti in osmosi. (non so se ti dice niente il Tao de qing….)
    Bè Malacarne, per me i puppi possono mettersi tutte le tendine alle finestre, non sono io a dire se sia giusto o sbagliato ( di certo è gaio!). Per me tutti hanno diritto a vedere realizzati i loro sogni, e non per esercizio di democrazia, ma per rispetto della natura umana.
    Quello che proprio non mi scende giù è l’esercizio della noia. E sai perchè? è da vigliacchi. Dire che tutto è noia è da cagasotti, è da incapaci senza cuore e senza cervello…

  • cjantosa  Il luglio 29, 2005 alle 10:33 am

    >Quello che proprio non mi scende >giù è l’esercizio della noia. E sai >perchè? è da vigliacchi.

    difatti tu non sei molto coraggiosa

  • anonimo  Il luglio 29, 2005 alle 1:33 PM

    bello! fai delle guide per turisti che farebbero desistere dal partire anche un ex deportato della siberia in ferie premio.
    Comunque te amo sempre.Sempre.

  • anonimo  Il luglio 29, 2005 alle 3:27 PM

    per cjantosa: in questa corte dei miracoli, caro malacarne, pure l’avvocatessa hai…
    Ma perchè non leggi il senso di quanto scritto dallo stesso malacarne?
    E’ lui l’annoiato, non io….

  • Vibaa  Il luglio 29, 2005 alle 6:41 PM

    sinceramente tutto ciò che dici,anche se farcita da citazioni più o meno pertinenti, non ha alcun senso se rapportato al post del malacarne. è una critica sterile e “antica”.

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