Il fiore dell’inferno,

Sarà che é notte piena fra le mani e poi nel buio profondissimo lei sfiora tutti i contorni delle cose come fossero ULTIME e Definitive, ma effimere.

nel delirio bricoleur chirurgico degli anni novanta, le infilano aghi di amianto sottocute per riempire il vuoto dentro, é il silicone che l’ ha sfigurata, deturpata,

maledette travestite estetiste,

 poi gonfia e lacera di ulcere un dottore le aspira il possibile e ora ha un volto concavo convesso come un quadro di Bacon, liquido e folle come una maschera di umanità sopra la testa di un robot,

pare mickael jackson senza parrucca, dice maligna la Vanessa.

La chiamano l’addobbo dell’inferno.

ed ovviamente nessuno sa il suo vero nome, né lei si cura di chiamarsi in qualche modo

ad ogni cliente si presenta con un nome diverso, non che ne abbia molti di clienti, ma tant’é.

qualche camionista sonnolento qualche padre di famiglia e vecchio scapolone della Seine et Marne, che in vece di una capra ogni tanto si paga un essere umano profumato dozzinalmente, come dire la Francia Profonda.

La cacciarono dal Bois de Boulogne a Parigi, e nessuno la rimpiange, poche la ricordano, ma non la cacciarono perché rubava clienti, ma perché é cosi’ brutta da spaventarli.

maledette travestite pericolose,

e lei si apre una piazza al Bois de Ferrières, a Marne la Vallée, dove le principesse Disney la notte andavano a battere, vestite da biancaneve e cenerentole, uscendo dalle residenze per impiegati milleuristi dalle poche pretese e prospettive ma pieni di magia topoliniana. 

poi fornirono abiti di scena da restituire ogni giorno al costuming e la nuova generazione di cast member non ricorda più quell’epoca epica.

ed é rimasta sola , a volte raggiunta il sabato da travestite parigine in trasferta, in genere sue coetanee, ogni tanto litigano e si schiaffeggiano, poi bevono e ricordano altri tempi, cose che noi profani non possiamo comprendere, nei loro idiomi di vestali ch’ti, chissà quali segreti  

lei scheletrica rivestita dei feticci eterodossi: una calza smagliata al primo infrattarsi per consumare col cliente che vela un femore inguainato nella pelle flaccida, un tacco alto infangato su cui danza macabra e un reggiseno imbottito che copre i segni dell’espianto delle protesi.

prende la sua gamella mangia un po’ di pasta preparata il pomeriggio quando non ci sono macchine in giro,

 a volte due auto attendono nella piazzuola dove lei posteggia la sua pegeot sgangherata, a volte sono dentro dei figoni che potrebbero avere l’età dei suoi figli.

 Quando finisce lo spettacolo, lei smonta il suo apparato mette un camicione toglie la parrucca, mette tutto nel cofano, la larva di una farfalla cui hanno strappato le ali.

passeggia un po’ fra gli alberi  sfiora le foglie carezza i rami,

come fosse un’ultima volta prima di uscire di scena.

tornare nel suo inferno quotidiano forse davanti la tv come una suppellettile di ceramica: vuota dentro.

l’addobbo dell’inferno 

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Commenti

  • orsarossa  Il luglio 26, 2009 alle 6:17 pm

    baciala sulla bocca.
    per me.

    stella*

  • anonimo  Il luglio 26, 2009 alle 10:20 pm

    oh..

    YukinoM.

  • anonimo  Il luglio 28, 2009 alle 2:54 am

    non smettere di scrivere, per me è importante

  • lefty333boy  Il luglio 28, 2009 alle 2:58 am

    :))

  • anonimo  Il luglio 28, 2009 alle 3:10 am

    malacarne non hai un gruppo su facebook

  • regulus21  Il luglio 29, 2009 alle 2:44 am

    Sei ritornato con un pezzo da 90: il “femore inguainato dalla pelle flaccida” mi ha fatto rabbrividire. Sei sempre un grande!

    Quasi ero in pensiero per te per la lunga assenza. Scrivi più spesso, c’è troppa luce in giro. 🙂

  • malacarne  Il luglio 30, 2009 alle 3:06 am

    orsuccia baciare La Adorno dell’infierno é come leccare le fogne di calcutta, ed io non sono madre teresa:)
    Anonimo, anche per me é importante, scrivo perché vivo, é solo un po’ diradato per motivi linguistici (vivendo fuori dall’italia da tanti anni le parole resistono o scorrono in altre lingue non madri, e la testimonianza a volte suona falsa in italiano perché tradotta (qui per esempio il nome della travesta é “el adorno de l’infierno” che suona mille volte meglio che l’addobbo dell’inferno , ma l’adorno dell’inferno sul dizionario non c’é e l’ho dunque cambiato, giusto per fare un esempio di come sia strano scrivere in una lingua per me morta )…
    ciao yukino e leftycino passo sui vostri blog fra un po’…

  • lefty333boy  Il luglio 30, 2009 alle 3:27 am

    ciao yukino e leftycino passo sui vostri blog fra un po’… :))) lick u te am0
    spinder is dying baby love

  • lefty333boy  Il luglio 30, 2009 alle 3:30 am

    ” Firenze lo sai non è servita a cambiarmi
    La cosa che ho amato di più è stato il maremosso
    il male dentro ,

    il malacarne ,

    la malafemmina ,
    la carne fresca , l uomoOPossum ” .

  • lefty333boy  Il luglio 30, 2009 alle 3:34 am

    je suis ” l imperatrice dell egoismo ”

  • lefty333boy  Il luglio 30, 2009 alle 3:38 am

    mo

    ora te faccio un sotto
    link

    và
    che sei la il numero uno 🙂

  • lefty333boy0  Il luglio 30, 2009 alle 2:47 pm

    non sei passato .. grrr

    🙂

  • malacarne  Il luglio 30, 2009 alle 5:57 pm

    col mio fuso orario…but I did

  • lefty333boy  Il luglio 30, 2009 alle 6:04 pm

    :))

  • regulus21  Il luglio 30, 2009 alle 9:54 pm

    Grazie Malaca’! 😀

  • anonimo  Il luglio 30, 2009 alle 10:07 pm

    Io il blog non ce l’ho, ma grazie per il pensiero. Mi lasci sempre senza parole.
    YukinoM.

  • malacarne  Il luglio 30, 2009 alle 10:46 pm

    ops volevo dire sui blog di orsa&lefty il binomio androgino indissolubile;)
    yukino il momento di testimoniare verà anche per te?

  • anonimo  Il agosto 4, 2009 alle 8:21 pm

    Forse superati i venti mi verrà voglia.
    YukinoM.

  • malacarne  Il agosto 11, 2009 alle 12:34 am

    quando cesseranno i venti, i venti anni violenti, cosa resterà se non la voglia di ridisegnarli?

  • anonimo  Il gennaio 20, 2010 alle 8:18 am

    MALACARNE,
    mi piace molto quello che scrivi e come lo scrivi…
    Un mondo notturno che per un poco ho frequentato
    ed ho avuto modo di conoscere con le sue luci ed
    ombre.

    Bravo…

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