un giorno ci incontreremo.sara’ un giorno di gloria,sappilo e trema, oppure,

sara’ dentro le spire di un serpente kundalini.

Lui mi guarda con occhi di seppia, dal fondo del sogno in cui fluttuo e sono pronto a svegliarmi,

SONO PRONTO A RISVEGLIARMI,

(ho spesso l’impressione di essere l’imitazione di qualcun altro)

solo che quell’altro e’ ancora una volta me stesso e solo quello e’ il vero, non io che scrivo,

l’altro, di cui sono la copia mal riuscita,

(il mio silenzio chiama gli abissi e gli abissi rispondono dagli specchi) 

il massimo che posso dire e’ che avete tutti ragione e solo io ho torto_ ma mi rendo subito conto che questa in effetti sarebbe una prerogativa di dio_ avere, UNICO, il torto di non esserci affatto.

ci sono;
sempre stato la collezione degli altri, nessuna scelta; come dio, glorificami e bestemmiami a piacere, fai di me lo strumento di una tortura di pochi secondi;o millenni,
du calme mes enfants, papa va ranger les choses, mais le choses, comme la vérité vont bientot reculer et je sors de moi_meme juste pour voir a quoi ça ressemble,

RIEN (il principiante assoluto della mia stessa vita, non ci sono le istruzioni?)

distruzioni, forse miracoli,

est_ce  que je suis en train de perdre ma langue? tandis que ma langue meurt,je jouis.

arrete je t’en pris, arrete, 
e non voglio _dio non voglio_ io non voglio piu’ imparare, perche’ imparare ti da’ autorita’,ti da’ potere,
Tutto ricomincia.
io sono pronto al martirio ed a ricominciare il fascino dello squallore (come dicono i borghesi attratti dalle puttane,cioe’ da se stessi visti senza vestiti di marca)

solo che io non vedo nessun fascino e non vedo nessuno squallore,io vedo solo la puttana realta’ baby do u know what I mean? e la puttana realta’ ha due seni enormi ma secchi fottuti di silicone, in un postribolo vicino alla gare du Nord e si chiama Louise, e’ stata dentro per droga e mi canta con voce baritonale/now i am clean do you know what i mean?

e prima era un uomo si dice, e porcoddio se si incazzerebbe se le dicessero che é affascinante e squallida,

sei cieco baby,tu non puoi vedere la sua gloria,hai occhi da palla numero otto in buca,

numero otto in buca al primo colpo quindi fottiti, baby,

capisci quel che dico?e se TU che stai leggendo NON potessi capire e ti dovessi semplicemente rassegnare?

semplicemmente rassegnare a non capire,condannato a non vedere che il tuo riflesso.

 solo che questa é la mia porcomadonna di vita addolorata e immacolata assunta in cielo e tu puoi solo leccarle i piedi ed adorarla,

io sono troppo oltre me stesso, sono la copia di mille labirinti, oltre la carne,
e fa un freddo atroce in questo internet cafe’ tale che la mia bocca emette nubi bianche e candide come l’alba stessa della divina apocalisse,
e passo allo squallore,cio’ che solo puoi vedere; e non vedi la mia gloria di essere il riflesso del mio sogno infinito.
ieri, o forse era oggi , non ricordo, mento,forse dico il vero, forse ho smarrito la via della verita’ e l’interesse per cercarla, forse e’ proprio questa la via , l’unica

tutto probabilmente tende ad essere,

il tipo allunga un braccio, massaggio di un’ora, comincia a masturbarsi mentre gli massaggio le cosce,sorrido, tutto questo e’ gia’ accaduto,solo la copia gli dico monsieur j’suis pas un prostitué, moi,

l’altra parte di me dice , ma va’ a caga’,

ho messo su’ un cd dei dead can dance, e sono cosi’ lontano da qui che potrebbe continuare a sborrarsi in mano ancora per ore prima che la cosa prenda la minima importanza per me;prima che i miei sonsori lo rilevino, lo dico tra parentesi, un cazzo enorme, mento, lo dico per eccitarvi, per dilatarvi lo sfintere

ci sputo dentro con tanta circospezione che il tipo , un altro tipo ,altrove sborra subito senza toccarsi, e dentro una cabina dello spades 4 vedo il suo viso distendersi mentre mi dice , normalmement j suis actif,

ma siccome é un belga non gli credo, non esistono belgi attivi neanche sotto ipnosi e super dose di viagra celoduristico;

credo sia per questo che le froce a ciurme partite dall’italia rientrano da qui devastate,

poi riprendiamo da un poi qualsivoglia,troppe le cose da raccontare,

il giro di coca infinito al duquenoi, le cabine si aprono si chiudono zombie sfilano, le italiane di palermi riconosciute al primo sguardo,

ma non c’é neanche uno specchio dicono basite nei cessi_darkroom del duq, ma cazzo le sai leggere le guide cretina, penso io, é un locale leader che ti aspetti, l’hilton?

poi parlano delle norme di sicurezza tutto fa schifo a ste checchine, ma poi 3 ore dopo, quando luc finisce il turno al bar ed andiamo via loro sono ancora la’ che ciucciano dai glory holes, ste palermitane baronesse,

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Commenti

  • inconsapevole  Il ottobre 30, 2004 alle 1:09 am

    ma allora ci sei..
    il tuo solito, unico, limite, sono le bestemmie..

    ps. salutami Parigi..

  • amarantide  Il ottobre 30, 2004 alle 2:15 PM

    io che sei dio risorgimi!
    non mi piace bruxelles 😦

  • lefty333boy  Il ottobre 30, 2004 alle 2:18 PM

    sempre stato la collezione degli altri, nessuna scelta

  • Vallyna  Il ottobre 30, 2004 alle 4:15 PM

    un mese quasi esatto…

    sempre espressionistico.

    sincero che fai male.

    *sono una puttana per non esser di peso*

    torna più presto in quel freddo internet cafè…vorrei avvolgermi nelle nubi bianche del tuo respiro, restituirti i riflessi di luce, la tiepida carezza del viver tuo.

  • anonimo  Il ottobre 31, 2004 alle 9:04 PM

    mi piace qui
    è quasi bello qui
    e nel quasi ci sta il disordine e le ombre
    di una casa abbandonata.

  • orsarossa  Il novembre 1, 2004 alle 12:17 am

    bruxelles non ti fara’ dimenticare di te.poeta.

  • amarantide  Il novembre 2, 2004 alle 2:51 PM

    “L’immagine del dio con la grande aureola mi intrigava, ero sugli champs elysèes e avevo visto code di giapponesi davanti il negozio di luis vuitton , poi queste statue che nessuno guarda , ed allora ne ho avuto tristezza, gli ho voluto dare un’aureola finta, poi mi piace perchè mette a contrasto vecchia e nuova paganità, gli dei di una volta ridotti a statue decorative di un parco e poi degradate ulteriormente cancellate e sovrastate dal nuovo dio: una meccanica ruota dei divertimenti , la grandeur e il disimpegno e l’attrazione turistica, il business, ed ora persino i monumenti vengono cancellati da ruote giganti e castelli disneiani, insomma è un po’ tutto questo , il dio degradato.”

    malacarne

  • regulus21  Il novembre 2, 2004 alle 3:34 PM

    Porta un po’ di noi anche lì, bravo Malacarne.

  • anonimo  Il novembre 2, 2004 alle 8:38 PM

    Risorgere, non sò malacà se è giusto usare questo termine. Magari sarebbe più corretto dire: scendere in terra con un avatar nuovo. Scegli la tua nuova identità.
    Già Visnu discese come il compassionevole pastore di pecorelle smarrite Krisna.
    Non so, malacà, i tortuosi giri nelle catacombe della memoria iniziano ad essere un po’ noiosi.
    Che ne pensi di ritrovare quei lapislazzuli smarriti, come le mollichine di pollicino? In fondo la strada sai benissimo qual’è…

  • whathefuck  Il novembre 7, 2004 alle 10:40 am

    audiopost preview.

  • psycoticdoll  Il novembre 10, 2004 alle 11:52 PM

    stupendo.

    ti linko spero nn ti dispiaccia.

  • anonimo  Il novembre 12, 2004 alle 12:31 PM

    “un giorno ci incontreremo.sara’ un giorno di gloria,sappilo e trema,
    oppure”

    nulla.

    oppure aver vissuto per cavalcare chimere nere e masticare ossi di sogni calcificati.

    nulla.

    aver vissuto e non averlo fatto ma con la convinzione di farlo fino all’ultimo dei vagiti del giorno che nasce e implora di essere violentato.

    nulla.

    un giorno.quel giorno.quell’istante.quell’attimo.sarà diverso da tutti gli altri.oppure

    nulla

    sappilo e trema.

  • cupopensiero  Il novembre 12, 2004 alle 1:22 PM

    Passavo, leggevo, guardavo, Mi emozionavo. Ciao!

  • anonimo  Il novembre 15, 2004 alle 12:10 PM

    acuto, poetico, intelligente: questo è malacarne, e mi piace.
    e-bow

  • FrancesFarmer  Il novembre 15, 2004 alle 9:22 PM

    frances farmer era la bambola degli uomini e delle lesbiche..era. nn può piovere per sempre.

  • redivivo  Il novembre 17, 2004 alle 6:51 PM

    wow!

    un bacio, Red.

  • e-bow  Il novembre 19, 2004 alle 9:00 PM

    I’m waiting for you to come back.

  • anonimo  Il novembre 20, 2004 alle 8:42 PM

    Ciao fratè. Sempre la solita vita, anche altrove?

  • whathefuck  Il novembre 21, 2004 alle 4:35 PM

    sono tornato. te?

  • amarantide  Il novembre 21, 2004 alle 7:05 PM

    sei proprio regolarissimo, eh? mai un anticipo… stai bene, almeno?

  • VioLa.Purpurea  Il novembre 24, 2004 alle 11:08 am

    Appartengo alla scshiera delle rassegnate… ma sono rimasta affascinata. Indiscutibilmente.

  • hornyfunky  Il novembre 24, 2004 alle 8:14 PM

    piacevolemente sorpresa…
    piacevolmente appagata…
    piacevolmente incantata…

  • sonounamonella  Il novembre 27, 2004 alle 9:12 am

    amore quanto tempo…come stai?
    quando eaculerai nella mia bocca? ;-( )

  • occhidaorientale  Il novembre 27, 2004 alle 10:49 am

    Sono arrivata qui attraverso un giro assurdo di blog ma sono felice di essere approdata nel tuo “mondo”. Il tuo modo di scrivere è profondo, tanto da essere doloroso, raffinato nel suo realismo, poetico, emozionante.

  • anonimo  Il novembre 27, 2004 alle 12:30 PM

    Ti comunico che sei candidato agli Oscan2004, gli Oscar del Cannocchiale, come miglior blog “straniero” (cioé non della nostra community). Per votare e far votare vieni su http://Oscan2004.ilcannocchiale.it Troverai un sondaggio, che durerà fino a domani alle 24 dove puoi votare e far votare. In lizza 61 blog. In bocca agli oscan…

  • anonimo  Il novembre 29, 2004 alle 12:20 am

    Siamo lieti di comunicarti che la giuria degli Oscan, viste le svariate richieste arrivate da più blog in concorso, ha deciso di prorogare di 48 ore il sondaggio per scegliere i cinque finalisti del miglior blog extracannocchiale, categoria nella quale sei candidato. Si vota su http://oscan2004.ilcannocchiale.it fino a martedì alle 24. Ancora una volta, in bocca agli Oscan.

  • acid  Il novembre 29, 2004 alle 1:57 am

    adoro questo blog. posso linkarti?
    stupendo. bello. presto sarò a parigi.
    un bacio. acid

  • nellacoloniapenale  Il novembre 29, 2004 alle 12:43 PM

    “(se solo tu venissi o tribunale invisibile).”
    E solo io so che è Kafka, e tu non lo dici. Sono commosso di avere questa piccolezza in comune con te. Così dicendo svelo il segreto, ma era una pistola con una cartuccia sola, e io adesso l’ho sparata.
    Ciao, con affetto

  • orsarossa  Il dicembre 1, 2004 alle 3:00 PM

    e’ il primo dicembre malacarne,
    aspetto la tua parola….

  • metalonion  Il dicembre 1, 2004 alle 8:39 PM

    Buonasera Malacà.. oggi è una giornata di merda. Mi affido alle tue parole.
    Pensami.

  • krazyman  Il dicembre 5, 2004 alle 12:50 am

    “Ti amo”
    “Anche io”
    “Anche tu mi ami?”
    “No, anche io mi amo”

  • Dankan  Il dicembre 6, 2004 alle 3:32 PM

    sei come una nuvola che va e viene……

  • anonimo  Il dicembre 6, 2004 alle 7:25 PM

  • anonimo  Il dicembre 6, 2004 alle 7:27 PM

    qulque chose de merveilleux peut encore arrvier

  • anonimo  Il dicembre 10, 2004 alle 10:13 PM

    Mi manca tanto il Mala…
    Torna presto, bacioni a non finire. anto

  • lefty333boy  Il dicembre 11, 2004 alle 2:57 am

    TI lekko tutto 😉

  • anonimo  Il dicembre 11, 2004 alle 9:46 PM

    spirito della tempesta di te non si sazia mai la mia persa testa e ora ke sono tornata e riaffondo dentro la melma palermitana mi nascondo più di prima nonostante percorra le stesse strade. ho perso la mia coda di sirena e ho ingoiato troppa acqua ma cionostante non è ancora finita e la musica di nuovi sogni mi molesta le dita. per te un saluto dalla tana di circe.

  • anonimo  Il dicembre 11, 2004 alle 9:47 PM

    sssshhhhhhhh

  • anonimo  Il dicembre 12, 2004 alle 2:06 PM

    ALCATRAZ E’ IN AGGUATO PER I BLOGGERS DELLA RETE
    PIETRO BOTTAI CIOE’ DIO SPERO CAPIRETE QUELLO CHE HO DA DIRVI VOI PICCOLI E POVERI MORTALI..
    PSFB
    LE MIE MAIL SONO
    seminterratocity@hotmail.com
    ilducadelleretromarce@yahoo.it
    QUESTO MESSAGGIO E’ DEDICATO A CHI VOLESSE AVVICINARSI AD UN VEERO CANTAUTORE DI MUSICA
    ROCK/POP CIOE’ MARCO CONIDI
    QUESTA E’ LA SUA DISCOGRAFIA:
    E TRA POCHI GIORNI STA PER USCIRE IL SUO NUOVO LAVORO DOVE CI SONO DELLE CANZONIMERAVIGLIOSE TRA LE QUALI L’AMORE CHE VIENE E IDENTITA’ CHE POI E’ IL NOME DELL’ALBUM…
    IL SUO SITO E’ http://www.marcoconidi.com/
    CREDO CHE PARECCHI GIA’ LO CONOSCANO MA SONO STATI PLAGIATI DALLA MUSICA ODIERNA DELLE PLAYLIST
    ECCO ALCUNI SUOI DATI:

    DISCOGRAFIA

    1989 FERRAGOSTO ’66 Ed. Musicali IT
    1991 MARCO CONTA UNO DUE TRE Ed. Musicali IT
    1992 C’E’ IN GIRO UN’ALTRA RAZZA SONY Music
    1994 STELLA DI CITTA’ SONY Music
    1998 MARCO CONIDI Alabianca Group – TOTEM records
    2000 SCUSAMI TANTO – cd singolo –
    2001 REPRISE – cd live –

    BIOGRAFIA
    La storia di Marco Conidi è una storia vera e particolare.
    Poche volte all’interno del panorama della musica italiana è successo che un atista senza massicci investimenti da parte delle major e con delle pause discrete tra un album e l’altro, godesse di un affetto e di un seguito di tali proporzioni, fedele nel tempo, da parte di migliaia di ragazzi in tutta Italia.
    A riprova di tutto questo è sufficiente citare, ad esempio, le migliaia di contatti che il sito ufficiale, marcoconidi.com, registra mensilmente, ed il fans group che ha ormai superato gli 8000 iscritti.
    Tutto questo si deve al fatto che le canzoni di Marco sono entratre di prepotenza nel cuore di molti e grazie alle radio, ma soprattutto al passaparola ed a centinaia e centinaia di concerti in tutti i club d’Italia, il rapporto instaurato con i fans si è alimentato costantemente e si è rafforzato sempre più, al di fuori dei tradizionali meccanismi che regolano il mercato discografico.
    Autore da sempre di tutte le sue canzoni, Marco Conidi, mantenendo uno stile personale specialmente nella scrittura dei testi, ha unito la propria personalità al suono del tempo che cambia.. passa e ritorna.
    Appassionato di rock da sempre, è in questo mondo che intreccia vari stili e varie influenze.
    Interpretato da altri artisti tra i quali Paola Turci e Luca Barbarossa, ha sempre ricevuto attestati di stima da più parti, come ad esempio la citazione nella “Guida ai 100 Grandi Album della Musica Italiana” di Editori Riuniti.
    Bruce Springsteen in persona, dopo aver letto la traduzione di Marco di “One Step Up” (Un passo via da te), ne ha apprezzato la versione e ne ha autorizzato la produzione per l’album tributo “For You”, rendendo di fatto Marco uno dei pochi artisti in Europa autorizzato a tradurre il Boss.
    La regione Sicilia ha voluto premiare nel 2000 il brano “Italiani d’America” come Canzone Italiana Per Il Mondo.

    Queste ed altre sono piccole tappe della storia personale di Marco Conidi
    …ma il meglio è ancora da scrivere…

    INTERVISTA
    Si intitola ‘Marco Conidi’ l’album che segna la ‘rinascita’ artistica a tempo di rock del cantautore romano: una breve intervista….
    Il nuovo album porta semplicemente il suo nome, come se fosse il segnale di una rinascita artistica: Marco Conidi, 31 anni, due partecipazioni al Festival di Sanremo (una con Bungaro e Di Bella), una svolta rock inaugurata con l’album “C’è in giro un’altra razza” nel 1992, riparte da una manciata di nuove canzone e da un’iniezione di fiducia arrivata con l’incontro dei suoi nuovi partner musicali, tra i quali spicca il chitarrista Vincenzo Mancuso (già con Francesco De Gregori per album come “Canzoni d’amore” e “Il bandito e il campione”). “Ho trovato gente entusiasta con cui lavorare, con cui ci siamo potuti prendere i tempi giusti, veri musicisti con cui è un piacere suonare dal vivo”, ha detto Marco, incontrato a Roma in una densa giornata di promozione. Il suo album è decisamente migliore del precedente, più credibile soprattutto dal punto di vista musicale, e rappresenta la fusione delle due anime di Conidi, quella rock accanto a quella più cantautorale: “Forse il precedente album aveva dei suoni più forzati, mentre qui non mi sono vergognato a mettere degli archi quando ce n’era bisogno, pestando duro quando era il momento. Volevo fare un disco che mi rappresentasse appieno”.
    Nel disco è citato Ligabue (chiamato “Zio Luciano” nel brano che apre, “Ali e stivali”), al quale d’altra parte Marco è legato a doppio filo: “Anzitutto non mi vergogno affatto ad ammettere che sono un suo fan da sempre; inoltre qualche anno fa il gruppo che suonava con me era quello dei Rockin’ Chair, che adesso è al suo fianco. In ogni caso, anche se i riferimenti a Ligabue sono evidenti, non è solo lui la mia influenza: io sono attratto da diversi musicisti, e tra gli italiani posso citare Fossati, Rino Gaetano e i Nomadi, mentre per gli stranieri ascolto molto Springsteen (sul disco è presente una splendida cover in italiano di “One step up” del Boss), ma anche R.E.M., Counting Crows, Neil Young”. Il disco di Marco Conidi fa anche i conti dei testi molto personali e autentici, tra i quali spiccano “Dall’altra parte del fiume” (“E’ la canzone che mi piace di più, quella che mi ha emozionato scrivere e che mi emoziona di più riascoltare”), “Italiani d’America” (“un brano a tema, scritto su gente lontana: l’idea ci è venuta a Casteldaccia, vicino Palermo, dove abita Vincenzo. Lì gli anziani ti raccontano storie di emigranti, e ti fanno immaginare la vita di quelli che sono partiti per andare lontano”) e “Cuori separati” (“sono stato indeciso fino all’ultimo se metterla nel disco, perché era una canzone che avevo scritto soltanto per me. Parlava della mia situazione di separato e del rapporto con mia figlia. E’ una canzone che dà serenità, dopotutto, e adesso sono contento che sia finita sul disco. Credo che possa anche servire un po’ a qualcuno…”).
    Insomma un buon disco, che fa dell’autenticità e della voglia di trasmettere energia i suoi punti di forza, che del resto sono gli stessi del suo autore. “Adesso che ho ricominciato a girare”, dice Marco salutando, “ho scoperto che molti ragazzi non mi hanno dimenticato, e anzi mi trattano come un amico. Per me questo è veramente il più grande onore. Vuol dire che ho trasmesso loro qualcosa che dura…”
    (02 mar 1998)

  • anonimo  Il dicembre 12, 2004 alle 2:06 PM

    A DIMENTICAVO IO SONO DIO CIOE’ PIETRO BOTTAI
    ALCATRAZ E’ IN AGGUATO PER I BLOGGERS DELLA RETE
    PIETRO BOTTAI CIOE’ DIO SPERO CAPIRETE QUELLO CHE HO DA DIRVI VOI PICCOLI E POVERI MORTALI..
    PSFB
    LE MIE MAIL SONO
    seminterratocity@hotmail.com
    ilducadelleretromarce@yahoo.it
    QUESTO MESSAGGIO E’ DEDICATO A CHI VOLESSE AVVICINARSI AD UN VEERO CANTAUTORE DI MUSICA
    ROCK/POP CIOE’ MARCO CONIDI
    QUESTA E’ LA SUA DISCOGRAFIA:
    E TRA POCHI GIORNI STA PER USCIRE IL SUO NUOVO LAVORO DOVE CI SONO DELLE CANZONIMERAVIGLIOSE TRA LE QUALI L’AMORE CHE VIENE E IDENTITA’ CHE POI E’ IL NOME DELL’ALBUM…
    IL SUO SITO E’ http://www.marcoconidi.com/
    CREDO CHE PARECCHI GIA’ LO CONOSCANO MA SONO STATI PLAGIATI DALLA MUSICA ODIERNA DELLE PLAYLIST
    ECCO ALCUNI SUOI DATI:

    DISCOGRAFIA

    1989 FERRAGOSTO ’66 Ed. Musicali IT
    1991 MARCO CONTA UNO DUE TRE Ed. Musicali IT
    1992 C’E’ IN GIRO UN’ALTRA RAZZA SONY Music
    1994 STELLA DI CITTA’ SONY Music
    1998 MARCO CONIDI Alabianca Group – TOTEM records
    2000 SCUSAMI TANTO – cd singolo –
    2001 REPRISE – cd live –

    BIOGRAFIA
    La storia di Marco Conidi è una storia vera e particolare.
    Poche volte all’interno del panorama della musica italiana è successo che un atista senza massicci investimenti da parte delle major e con delle pause discrete tra un album e l’altro, godesse di un affetto e di un seguito di tali proporzioni, fedele nel tempo, da parte di migliaia di ragazzi in tutta Italia.
    A riprova di tutto questo è sufficiente citare, ad esempio, le migliaia di contatti che il sito ufficiale, marcoconidi.com, registra mensilmente, ed il fans group che ha ormai superato gli 8000 iscritti.
    Tutto questo si deve al fatto che le canzoni di Marco sono entratre di prepotenza nel cuore di molti e grazie alle radio, ma soprattutto al passaparola ed a centinaia e centinaia di concerti in tutti i club d’Italia, il rapporto instaurato con i fans si è alimentato costantemente e si è rafforzato sempre più, al di fuori dei tradizionali meccanismi che regolano il mercato discografico.
    Autore da sempre di tutte le sue canzoni, Marco Conidi, mantenendo uno stile personale specialmente nella scrittura dei testi, ha unito la propria personalità al suono del tempo che cambia.. passa e ritorna.
    Appassionato di rock da sempre, è in questo mondo che intreccia vari stili e varie influenze.
    Interpretato da altri artisti tra i quali Paola Turci e Luca Barbarossa, ha sempre ricevuto attestati di stima da più parti, come ad esempio la citazione nella “Guida ai 100 Grandi Album della Musica Italiana” di Editori Riuniti.
    Bruce Springsteen in persona, dopo aver letto la traduzione di Marco di “One Step Up” (Un passo via da te), ne ha apprezzato la versione e ne ha autorizzato la produzione per l’album tributo “For You”, rendendo di fatto Marco uno dei pochi artisti in Europa autorizzato a tradurre il Boss.
    La regione Sicilia ha voluto premiare nel 2000 il brano “Italiani d’America” come Canzone Italiana Per Il Mondo.

    Queste ed altre sono piccole tappe della storia personale di Marco Conidi
    …ma il meglio è ancora da scrivere…

    INTERVISTA
    Si intitola ‘Marco Conidi’ l’album che segna la ‘rinascita’ artistica a tempo di rock del cantautore romano: una breve intervista….
    Il nuovo album porta semplicemente il suo nome, come se fosse il segnale di una rinascita artistica: Marco Conidi, 31 anni, due partecipazioni al Festival di Sanremo (una con Bungaro e Di Bella), una svolta rock inaugurata con l’album “C’è in giro un’altra razza” nel 1992, riparte da una manciata di nuove canzone e da un’iniezione di fiducia arrivata con l’incontro dei suoi nuovi partner musicali, tra i quali spicca il chitarrista Vincenzo Mancuso (già con Francesco De Gregori per album come “Canzoni d’amore” e “Il bandito e il campione”). “Ho trovato gente entusiasta con cui lavorare, con cui ci siamo potuti prendere i tempi giusti, veri musicisti con cui è un piacere suonare dal vivo”, ha detto Marco, incontrato a Roma in una densa giornata di promozione. Il suo album è decisamente migliore del precedente, più credibile soprattutto dal punto di vista musicale, e rappresenta la fusione delle due anime di Conidi, quella rock accanto a quella più cantautorale: “Forse il precedente album aveva dei suoni più forzati, mentre qui non mi sono vergognato a mettere degli archi quando ce n’era bisogno, pestando duro quando era il momento. Volevo fare un disco che mi rappresentasse appieno”.
    Nel disco è citato Ligabue (chiamato “Zio Luciano” nel brano che apre, “Ali e stivali”), al quale d’altra parte Marco è legato a doppio filo: “Anzitutto non mi vergogno affatto ad ammettere che sono un suo fan da sempre; inoltre qualche anno fa il gruppo che suonava con me era quello dei Rockin’ Chair, che adesso è al suo fianco. In ogni caso, anche se i riferimenti a Ligabue sono evidenti, non è solo lui la mia influenza: io sono attratto da diversi musicisti, e tra gli italiani posso citare Fossati, Rino Gaetano e i Nomadi, mentre per gli stranieri ascolto molto Springsteen (sul disco è presente una splendida cover in italiano di “One step up” del Boss), ma anche R.E.M., Counting Crows, Neil Young”. Il disco di Marco Conidi fa anche i conti dei testi molto personali e autentici, tra i quali spiccano “Dall’altra parte del fiume” (“E’ la canzone che mi piace di più, quella che mi ha emozionato scrivere e che mi emoziona di più riascoltare”), “Italiani d’America” (“un brano a tema, scritto su gente lontana: l’idea ci è venuta a Casteldaccia, vicino Palermo, dove abita Vincenzo. Lì gli anziani ti raccontano storie di emigranti, e ti fanno immaginare la vita di quelli che sono partiti per andare lontano”) e “Cuori separati” (“sono stato indeciso fino all’ultimo se metterla nel disco, perché era una canzone che avevo scritto soltanto per me. Parlava della mia situazione di separato e del rapporto con mia figlia. E’ una canzone che dà serenità, dopotutto, e adesso sono contento che sia finita sul disco. Credo che possa anche servire un po’ a qualcuno…”).
    Insomma un buon disco, che fa dell’autenticità e della voglia di trasmettere energia i suoi punti di forza, che del resto sono gli stessi del suo autore. “Adesso che ho ricominciato a girare”, dice Marco salutando, “ho scoperto che molti ragazzi non mi hanno dimenticato, e anzi mi trattano come un amico. Per me questo è veramente il più grande onore. Vuol dire che ho trasmesso loro qualcosa che dura…”
    (02 mar 1998)

  • lady0fdarkness  Il dicembre 13, 2004 alle 12:52 am

    se tu sei gay io vorrei essere nata uomo e gay 😉

  • anonimo  Il dicembre 13, 2004 alle 1:40 am

    “¿Qué os admira? ¿Qué os espanta,
    si fue mi maestro un sueño,
    y estoy temiendo en mis ansias
    que he de despertar y hallarme
    otra vez en mi cerrada
    prisión? Y cuando no sea,
    el soñarlo sólo basta;
    pues así llegué a saber
    que toda la dicha humana,
    en fin, pasa como sueño”.

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